Autoipnosi: Come Entrare in Trance (Tecnica Base)

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Ciao caro lettore, in un articolo precedente ti ho fornito alcune informazioni di base riguardo all'Autoipnosi, spiegandoti a grandi linee il suo meccanismo di funzionamento.

Molto brevemente, attraverso l'Autoipnosi, si raggiunge un particolare stato di coscienza (la Trance) attraverso il quale, auto-impartendosi suggestioni ad hoc, si agisce sul proprio Inconscio in maniera più diretta ed efficace.

In quest'articolo ti proporrò la prima, semplice tecnica per raggiungere lo stato di trance autoipnotica in modo semplice, piacevole e naturale.

Quando ci si avvicina all'Autoipnosi lo si fa, nella maggior parte dei casi, per un motivo ben preciso. Alcuni vogliono sviluppare una maggiore autostima, altri vogliono smettere di fumare, altri ancora vogliono dimagrire.. C'è, insomma, almeno un obiettivo ben definito che ci spinge ad approfondire l'argomento.

Ne consegue che il primo requisito utile sia quello di avere un obiettivo da raggiungere. Se non dovesse essere il tuo caso, ovvero se il tuo obiettivo non fosse tra quelli sopraelencati o non corrispondesse ad un problema da voler risolvere, non preoccuparti. Ti resta sempre l'obiettivo di riserva: familiarizzare con lo stato di trance! :)

Qualunque sia lo scopo della tua seduta, è opportuno che tu la definisca preventivamente. Fissa, dunque, il tuo obiettivo.. Ora! ;)

Una volta definito l'obiettivo, si passerà a mettere in pratica la tecnica scelta per indurre la trance. Quella che segue è la tecnica che utilizzo abitualmente per le mie sedute di Autoipnosi. Spero sia utile a te quanto lo è stata (e lo è tuttora) per me. Buona lettura :)

Autoipnosi – Come Entrare In Trance – Tecnica Base

  1. Siediti su una poltrona comoda, poggia le mani sui braccioli e tieni la schiena poggiata allo schienale (possibilmente non reclinato), in modo da ridurre il rischio di addormentarsi durante la seduta;
  2. Osserva un punto qualunque di fronte a te. Va bene qualunque cosa anche se sarebbe preferibile un soggetto neutro (ad esempio una macchia sul muro) che non ti ispiri alcun pensiero in particolare;
  3. Concentrati totalmente sull'oggetto che osservi ed effettua almeno 3 lunghe e profonde inspirazioni. Inspira col naso, espira come preferisci.
  4. Continua l'osservazione ancora per qualche secondo, dopodiché chiudi gli occhi e lasciati andare completamente, calmando la mente e rilassando il corpo.
  5. Concentrati su quest'ultimo, partendo dai piedi, e comincia a salire, portando progressivamente la tua attenzione ad ogni sua parte e lasciando andare le eventuali tensioni che ti si dovessero presentare.
  6. Una volta eliminate tutte le tensioni ripeti, per almeno 3 volte, autosuggestioni del tipo "..sono sempre più rilassato.." e "..vado sempre più profondo..". Fallo durante le fasi espiratorie.
  7. A questo punto comincia a contare alla rovescia partendo da 50.. in questo modo: 50 (inspirazione, espirazione), 49 (inspirazione, espirazione), 48 (inspirazione, espirazione).. e via dicendo. Crea in te la sensazione di "scendere" sempre più in profondità ed accentuala sempre di più, soprattutto quando arrivi al conteggio che va da 10 a 0.
  8. Dopo aver pronunciato lo zero, suggestionati ancora attraverso frasi del tipo "..ora sono completamente rilassato..".
  9. Ora sei pronto per impiegare le Affermazioni e le Visualizzazioni che hai preparato preventivamente, concernenti l'obiettivo che ti sei prefissato prima della seduta. Se ti sei posto (come ti dicevo all'inizio) lo scopo di familiarizzare con lo stato di trance, goditi semplicemente le sensazioni che emergono dal tuo profondo e cerca di restare consapevole più tempo possibile. Quando sei "lì sotto", ai confini tra lo Stato Alfa e lo Stato Theta, è facile addormentarsi.. :)
  10. Quando ti senti sufficientemente appagato (o hai finito il tuo lavoro basato su affermazioni e visualizzazioni) devi solo decidere cosa fare. Hai due possibilità: 1) Ti "arrendi" allo Stato Theta che incombe e ti lasci andare in un sonnellino rigenerante; 2) Ti risvegli attraverso la procedura che segue (un po' come il sub che effettua la decompressione per ritornare in superficie ;) ).

Autoipnosi – Come Risvegliarsi Dallo Stato Di Trance

  • Comincia a contare lentamente da 1 a 10. Crea in te l'intenzione di tornare completamente cosciente.
  • Ogni volta che pronunci un numero, suggestionati in modo da percepire di riemergere dalla profondità del tuo Essere. Usa frasi del tipo “..stò tornando in superficie..”, “..sono sempre più sveglio..”, “..tra qualche secondo aprirò gli occhi..”, “..stò per svegliarmi completamente..”.
  • Adotta anche suggestioni del tipo “..tra qualche secondo aprirò gli occhi e mi sentirò calmo, sereno e rigenerato nel corpo, nella mente e nello spirito..”.
  • Continua a contare e, dopo aver pronunciato il numero 10, apri gli occhi, stiracchiati e ripetiti per l'ultima volta che sei completamente sveglio. :)

Bentornato nello Stato Beta!

Prova e.. fammi sapere com'è andata ;)

(PS: ti ricordo che per le linee guida di base sulla formulazioni di autosuggestioni efficaci, puoi fare riferimento a quest'articolo.)

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212 Commenti - Autoipnosi: Come Entrare in Trance (Tecnica Base)

  1. Nameless says:

    Mentre stavo entrando in trance usavo anche frasi tipo: ora diventerò un tutt'uno con me stesso, ora sto scendendo sempre più nella mia mente. Quando sono arrivato allo 0 mi sono detto che ero finalmente tutt'uno con la mia mente, il mio corpo e il mio spirito.

    • errico says:

      a me , più che le frasi di autoconvincimento , aiutano molto le visualizzazioni di ciò che voglio, dare forma all'immagine, se voglio accertarmi di entrare in uno stato "limbo" tra sonno  e non sonno immagino un pozzo nero nel quale mi accingo a entrare , quando è tutto nero vuol dire che ci sono dentro.

      Pensavo che fossero tutte sciocchezze queste ma ieri sera mi è capitata una cosa strana, infatti non riuscendo a prendere sonno, mi sono ritrovato a ragionare in questo modo ad occhi chiusi, e devo dire che ho trovato innumerevoli spunti riguardanti innumerevoli cose, era come se fossi un pescatore che pescava in un lago di idee, mi sono trovato molto bene , ho pensato di annotarmi certe cose, ma non l'ho fatto per paura di perdere il filo con quello che avevo in mente, se questa è la famosa meditazione be allora è una cosa interessante!

  2. onironauta di passaggio says:

    ciao, so di scrivere tardi ma spero di avere una risposta, ho cominciato da un po' ad esercitarmi per indurre sogni lucidi fino ai viaggi astrali, sono arrivato al punto di aver separato il mio corpo fisico da quello astrale, anche se scivolando in un sogno lucido, lo reputodi un gran traguardo, le mie domande erano : cos'ha a che che vedere lo stato di trance con ciò che ho menzionato?poi ho letto un commento di uno che diceva di essersi ritrovato in un paesino nel suo stato di trance, quindi è andato in un sogno lucido? Ed una domanda che non centre niente .. Cosa ne sai dei viaggi sciamanici? Grazie in anticipo, mi meraviglio che l'uomo o almeno la maggior parte abbia dimenticato una delle parti fondamentali della vita

    • Anto says:

      Ciao Onironauta,
      i confini tra i diversi stati di coscienza non sono necessariamente e universalmente definiti e definibili. Vale a dire che può capitare di cominciare una seduta di autoipnosi e poi ritrovarsi più “in profondità”, dove il cervello comincia a produrre un gran numero di onde cerebrali Theta, caratteristiche degli stati onirici.

      Riguardo al Viaggio Sciamanico, ti consiglio questa splendida lettura (più CD Audio incluso) dal sito a cui sono affiliato e dove acquisto la maggior parte dei miei libri:
      Il Viaggio Sciamanico – Sandra Ingerman

      Ciao!
      Anto

  3. bobo says:

     

     

    accettate i commentii

    • Anto says:

      Ciao bobo,
      a meno che tu non abbia scritto un commento con un altro nickname, non so a quale commento ti riferisca, perché in coda di approvazione non ce ne sono altri a tuo nome :)

  4. Claudio says:

    Questa non è autoipnosi ma semplice training autogeno.

    Un consiglio per i lettori: l'ipnosi è una cosa seria e, se fatta in modo incosapevole può creare seri problemi. Tutto ciò che riguarda la medicina, ovvero la salute fisica o mentale, va trattato con i professionisti non con chi si improvvisa dottore o sapientone. Internet va bene per cercare informazioni sommarie, ma per il resto bisogna rivolgersi ai professionisti. E questo vale per qualsiasi campo, non solo per la medicina; ma a maggior ragione per questa, dato che ne va della nostra salute.

    • Anto says:

      Grazie per il commento Claudio!
      E grazie di offrirmi l’opportunità di ribadire, avendolo già fatto in altri commenti e/o articoli, che in presenza di vere e proprie patologie è opportuno rivolgersi ad uno specialista, e che i consigli che offro sul blog sono frutto dell’esperienza personale.

      Ma i lettori questo lo sanno :)

      Riguardo alla distinzione che fai tra autoipnosi e training autogeno, non sarei così netto.
      Se parli di ipnosi (non “auto”) e training autogeno, allora sì, condivido.

      Grazie ancora e a presto!
      Anto

  5. Claudio says:

    Ciao,
    è già bello vedere che il mio commento non è stato cancellato e ti ringrazio della risposta cordiale. Un po' troppo cordiale però, vista la situazione; quasi mielosa oserei dire. E in questo caso il troppo solitamente nasconde qualcosa. Scusa la diffidenza e non prendertela per questo… fai conto che faccia parte del mio mestiere; e quindi, a maggior ragione ti ringrazio per darmi l'opportunità di replicare.

    Lo stato di ipnosi o di auto-ipnosi (sostanzialmente non c'è differenza tra i due stati se non il fatto che il secondo è auto-indotto) e il training autogeno, sono cose diverse. E infatti vengono utilizzati per scopi completamente diversi.
    Il training è solo una tecnica di rilassamento, NON è uno stato di ipnosi. Il fatto che la quasi totalità delle tecniche per indurre l'ipnosi si basino sugli stessi metodi e concetti di alterazione dello stato di coscienza mentale, è un altro paio di maniche. Ed è principalmente dovuto al fatto che spesso risulta essere il punto di partenza più semplice per far rilassare il soggetto. Infatti il training, in tutte le sue varianti, e altre tecniche simili portano il soggetto ad una lieve alterazione dello stato di coscienza ottimo per proseguire poi con la vera induzione ipnotica.
    Quello che tu hai descritto non è altro che una delle molteplici varianti di training e non porta ad uno stato di ipnosi.

    Ora, l'aver spacciato il training come stato ipnotico non è di per sé gravissimo, se non per il fatto che avendo fatto falsa informazione (cosa che odio in modo abnorme) hai indotto all'errore chi ci ha creduto senza verificare e che quindi, in buona fede replicherà a sua volta l'errore raccontandolo ad altri, i quali cadranno nello stesso errore, e così via.
    Quello che invece è veramente grave e che tu addirittura li inviti a cercare risposte e soluzioni mentre sono in un semplice stato di rilassamento mentale; cosa che andrebbe invece fatta in un reale stato di ipnosi.
    E qui inizia il bagaglio dei tuoi catastrofici errori:

    1) Raccontato così sembrerebbe che le tecniche ipnotiche a scopo risolutivo siano la cosa più semplice del mondo che ognuno di noi può mettere in atto quando vuole, addirittura per curarsi da solo. E NON è certamente così.

    2) Chi in buona fede ci crede e prova, si trova a porsi delle domande convinto di trovare la verità "assoluta" perché convinto di essere in ipnosi e di interrogare il suo inconscio. E NON è così! Perciò agirà poi di conseguenza, convinto di aver estrapolato la giusta soluzione dal suo inconscio.

    3) L'ipnosi è una cosa seria e viene utilizzata, per per tentare di risolvere specifiche problematiche e viene utilizzata con molta cautela anche dagli psicoterapeuti e solo dopo aver ben conosciuto il soggetto. Entrare in ipnosi senza sapere poi cosa fare, cosa cercare e dove e come farlo, non solo non serve a nulla, ma può addirittura dimostrarsi molto pericoloso e far diventare il soggetto refrattario all'ipnosi, che quindi in futuro non potrà più giovare di questa tecnica nemmeno se esercitata da un professionista. Allo stesso modo una persona che ingannata dal tuo articolo è convinta di aver trovato la risposta giusta perché è convinto di averlo fatto in stato di "auto-ipnosi", nel caso in cui quella risposta non gli risolva il problema o addirittura glielo peggiora, perderebbe fiducia nel metodo e probabilmente anche negli psicoterapeuti. 

    In conclusione, fossi in te eviterei (prendila come una richiesta che viene dal cuore) di trattare argomenti inerenti la salute non avendone le competenze. Sarebbe come consigliare un farmaco agli altri solo perché tu ne hai avuto giovamento. Ogni caso è fine a se stesso e i farmaci vanno prescritti dai medici.

    Spero di essere stato chiaro, soprattutto per i lettori.

    Ti saluto cordialmente
     

    • Anto says:

      Salve Claudio,

      so che sei in buona fede e questo giustifica i miei toni, che non avrebbero alcun motivo di essere meno "mielosi" :) anche perché tutto dipende dall'importanza personale che ci auto-attribuiamo e da quanto è gonfio il nostro ego ;)

      Se parliamo di ipnosi, riferendoci quindi a quella indotta da un operatore esterno che ci conduce e ci guida attraverso lo stato di trance per lavorare su scopi prefissati, allora sì, le differenze con la tecnica autoipnotica indicata nell'articolo sono evidentemente presenti.

      Definire, però, quest'ultima come "semplice training autogeno" credo sia un po' riduttivo perché gli aspetti principali che caratterizzano il training autogeno, rispetto all'autoipnosi, sono la condizione di passività della coscienza e le finalità correlate all'esercizio (generalmente differenti).

      Le frequenze cerebrali che si instaurano in entrambi i casi sono molto simili poiché parliamo comunque di uno stato di dormiveglia ma, come detto, non andrebbero tralasciate le differenze di cui sopra.

      Il vero paragone andrebbe fatto tra ipnosi e autoipnosi, a mio parere, perché una seduta autoipnotica non avrà mai la stessa forza di una ipnotica, visto che un'induzione ipnotica esterna in cui l'operatore "legge" le risposte fisiche del paziente (oltre ad ascoltare ciò che dice e come lo dice) al fine di utilizzare le suggestioni che si adattino al caso, ha una forza e un'efficacia maggiori, direttamente proporzionali alla preparazione e alla bravura dell'operatore, naturalmente.

      Adesso vediamo i miei "peccati" (cit. "catastrofici errori") :)

      1) Raccontato così sembrerebbe che le tecniche ipnotiche a scopo risolutivo siano la cosa più semplice del mondo che ognuno di noi può mettere in atto quando vuole, addirittura per curarsi da solo. E NON è certamente così.

      La tecnica autoipnotica presentata nell'articolo ha lo scopo di favorire una maggiore consapevolezza del proprio mondo interiore. Una volta raggiunto lo stato di trance, sarà il singolo a decidere cosa fare, vale a dire se goderselo semplicemente o utilizzare autosuggestioni e visualizzazioni al fine di migliorare alcuni aspetti del proprio carattere.

      E non parliamo di "patologie" da curare. Per quello ci sono gli specialisti.

      2) Chi in buona fede ci crede e prova, si trova a porsi delle domande convinto di trovare la verità "assoluta" perché convinto di essere in ipnosi e di interrogare il suo inconscio. E NON è così! Perciò agirà poi di conseguenza, convinto di aver estrapolato la giusta soluzione dal suo inconscio.

      Lo scopo dell'esercizio mostrato è quello di alterare lo stato di coscienza al fine di rendere meno vigile la mente razionale e più ricettivo l'inconscio, per poi porre domande, autosuggestionarsi, visualizzare ecc… Le "risposte", il più delle volte, vengono in stato di veglia sotto forma di intuizione, mentre magari si fa tutt'altro.

      Rispetto alla "verità assoluta" e alla "giusta soluzione" di cui parli, si tratta di una tua interpretazione, quindi di una verità relativa (la tua). Occorrerebbe sentire il parere degli altri utenti e vedere quanti pensino che in questo esercizio siano presenti delle verità assolute :)

      Capisco la premura, Claudio, però il tutto andrebbe contestualizzato. Siamo in un blog amatoriale in cui si parla di crescita personale e di spiritualità, il cui autore condivide la propria esperienza di vita senza presunzione o saccenza, ma con l'unico scopo di fornire strumenti che possano essere d'aiuto a chi li usi con il giusto discernimento per migliorare in qualche modo le proprie condizioni esistenziali.

      3) L'ipnosi è una cosa seria e viene utilizzata, per per tentare di risolvere specifiche problematiche e viene utilizzata con molta cautela anche dagli psicoterapeuti e solo dopo aver ben conosciuto il soggetto. Entrare in ipnosi senza sapere poi cosa fare, cosa cercare e dove e come farlo, non solo non serve a nulla, ma può addirittura dimostrarsi molto pericoloso e far diventare il soggetto refrattario all'ipnosi, che quindi in futuro non potrà più giovare di questa tecnica nemmeno se esercitata da un professionista. Allo stesso modo una persona che ingannata dal tuo articolo è convinta di aver trovato la risposta giusta perché è convinto di averlo fatto in stato di "auto-ipnosi", nel caso in cui quella risposta non gli risolva il problema o addirittura glielo peggiora, perderebbe fiducia nel metodo e probabilmente anche negli psicoterapeuti.

      Sperimentare uno stato di trance autoipnotica attraverso la tecnica mostrata nell'articolo, magari rivivendo mentalmente situazioni in cui si è stati forti e coraggiosi, oppure immaginando di provare disgusto nell'accendere una sigaretta, o ancora di provare la gioia e l'amor proprio caratteristici di un corpo snello e in piena forma, credo non abbia controindicazioni, Claudio. Suvvia… :)

      Ricorda di considerare che i tuoi interventi nascono da:

      1. Una valutazione "differente" (rispetto a quella dell'autore dell'articolo), circa un "esercizio di consapevolezza" che induce una leggera trance, propria degli stati autoipnotici, del training autogeno, della meditazione (non profonda) ecc…

      2. Un'interpretazione soggettiva con la quale cerchi di oggettivare il sentire individuale del singolo lettore, basata su un pregiudizio di fondo che nasce proprio dalla valutazione iniziale (vedi punto 1).

      Questi sono i fatti.

      Ed è anche da questi fatti che derivano le altre tue osservazioni:

      Ora, l'aver spacciato il training come stato ipnotico non è di per sé gravissimo, se non per il fatto che avendo fatto falsa informazione (cosa che odio in modo abnorme) hai indotto all'errore chi ci ha creduto senza verificare e che quindi, in buona fede replicherà a sua volta l'errore raccontandolo ad altri, i quali cadranno nello stesso errore, e così via.
      Quello che invece è veramente grave e che tu addirittura li inviti a cercare risposte e soluzioni mentre sono in un semplice stato di rilassamento mentale; cosa che andrebbe invece fatta in un reale stato di ipnosi.

      Il vero "errore" è forse quello di ritenere oggettiva una valutazione soggettiva, quantomeno rispetto al binomio autoipnosi / training autogeno, dove non esistono confini così netti, a meno che non si parli di ipnosi clinica.

      E se non siamo disposti a mettere in dubbio anche le cose in cui crediamo fermamente, rischiamo realmente di fare "falsa informazione" (o di prendere un granchio nel tentativo di "smascherarla") :)

      Ok… mi scuso di essermi dilungato così tanto e ti saluto cordialmente anch’io :)

      Grazie ancora, in modo sincero (puoi crederci o meno :) ), perché mi hai offerto una meravigliosa opportunità di confronto che, sono certo, arricchirà e chiarirà le idee un po' a tutti :)

      Buona Vita, Claudio!
      Anto

      • Claudio says:

        Ciao,

        sono costretto a dividere in più parti la mia risposta perché troppo lunga e il sistema non la accetta.

        C.t.
        " Se parliamo di ipnosi, riferendoci quindi a quella indotta da un operatore esterno che ci conduce e ci guida attraverso lo stato di trance per lavorare su scopi prefissati, allora sì, le differenze con la tecnica autoipnotica indicata nell'articolo sono evidentemente presenti. "

        Doppio errore:
        1° Non c'è un'unica tecnica ipnotica, ne esistono diverse, delle quali poi, ogni terapeuta può crearne delle varianti per adattarle a casi specifici o semplicemente per sua comodità. Non tutte le tecniche prevedono di partire dal training per poi passare all'ipnosi; ed ogni terapeuta sceglie strade diverse a seconda del caso. E questa non è una cosa soggettiva, non è un mio punto di vista, ma un dato di fatto. Qualsiasi psicologo lo può confermare.

        2° Continui a fare una netta distinzione tra "tecnica ipnotica" e "tecnica auto-ipnotica" confondendo tecnica con metodo come se esistessero due distinti metodi: uno per l'ipnosi e uno per l'autoipnosi. Tratti queste due come se fossero due stati mentali diversi, e non è così (anche questo è un dato di fatto, non un mio punto di vista). Non c'è differenza tra i due stati mentali. La differenza sta in ciò che si può fare ed ottenere nei due diversi casi. Parlo di casi, non di stati perché non esistono uno stato di ipnosi e uno stato di autoipnosi: esiste solo lo stato ipnotico; il prefisso auto indica solo che è stato autoindotto, ovvero è stato indotto dal soggetto stesso anziché da un'altra persona. Che poi nella per l'auto-ipnosi si utilizzi solitamente una variante di una tecnica ipnotica, è un altro paio di maniche ed è solo legato al fatto che a seconda di cosa si sta facendo (in generale nella vita non solo nell'ipnosi) si cercano ovviamente vie più brevi o o più consone al caso, ovvero si cerca di ottimizzare tempi e procedure caso per caso.  Un'altra differenza tra ipnosi e auto-ipnosi sta nei livelli ipnotici raggiungibili, sui quali non mi dilungo. Dico solo che in entrambi i casi è teoricamente possibile raggiungere gli stessi livelli di stato ipnotico, ma poi nella pratica le cose sono un po' diverse.
        Lo stesso metodo che un terapeuta usa per l'ipnosi, lo può utilizzare per l'auto-ipnosi; nonostante in realtà solitamente si faccia una scelta diversa, per i motivi già accennati e su cui non mi dilungo.

        3° Cito: " le differenze con la tecnica autoipnotica indicata nell'articolo sono evidentemente presenti. "
        E qui l'errore è già in partenza, poiché quello proposto nell'articolo NON è una "tecnica autoipnotica", ma puro e semplice training autogeno, che non porta ad uno stato di ipnosi, o di ipnosi vigile, o qualsiasi altra definizione tu voglia affibbiargli se diverso da ciò che realmente è; ovvero: stato di rilassamento psico-fisico. E anche questo non è soggettivo, ovvero un mio personale punto di vista, bensì un dato di fatto ben dimostrabile. Credo che anche con una semplice ricerca in rete si possano trovare descrizioni del training, e sicuramente se ne troveranno parecchie varianti, alcune delle quali in realtà sono identiche; si differenziano solo sulle parole utilizzate durante la tecnica, ma che in realtà danno lo stesso identico risultato: quello di focalizzare il pensiero solo sul rilassamento, poiché quest'ultimo è difficile da ottenere quando si è sotto stress o si hanno pensieri prevalenti dovuti alle varie preoccupazioni giornaliere.
        A semplice dimostrazione posso citare un esempio fra tutti, che potrà essere confermato anche da eventuali lettrici che abbiano partecipato ad un corso pre-parto; durante il quale, per il rilassamento viene appunto sovente insegnata la procedura da te proposta, e non la chiamano certo autoipnosi, bensì appunto training autogeno.
        Ora tu puoi chiamarlo autoipnosi, oppure Ermenegildo, o fata turchina… ma è e resterà sempre e solo  T.A. ovvero training autogeno.

        Guarda quante castronerie sei riuscito a dire in sole 3 righe  (non prenderlo come un'offesa, non lo è nonostante la durezza dell'espressione che serve solo a far capire la gravità dei tuoi errori), e guarda quanto ci vuole per smentirle; poiché per smentire occorrono prove, dimostrazioni e spiegazioni che in un blog diventa difficile dare; anche perché la nostra mente è appunto suggestionabile e si fissa maggiormente sulla prima informazione trovata, soprattutto se è stata cercata con una certa "ansia" o meglio apprensione e dedizione; in special modo poi se quella prima informazione ci ha dato un sollievo togliendoci un peso emotivo "ansia" nella purtroppo falsa convinzione di aver trovato l'informazione giusta.
        Questo si chiama suggestione ed è esattamente ciò che il tuo articolo provoca in persone che non ne verificano altrove l'attendibilità.

        C.t.  
        " Definire, però, quest'ultima come "semplice training autogeno" credo sia un po' riduttivo perché gli aspetti principali che caratterizzano il training autogeno, rispetto all'autoipnosi, sono la condizione di passività della coscienza e le finalità correlate all'esercizio (generalmente differenti).  "

        A parte il fatto che non è una mia definizione, ma un dato di fatto che ho appena finito di dimostrare; e a parte il fatto che non è questa la giusta descrizione delle differenze (ma non è certo il caso di dilungarmi sul punto), ti sei appunto risposto da solo: ovvero il training e l'autoipnosi sono due cose diverse. E per meglio precisare, quello che tu descrivi è ben diverso dall'autoipnosi; infatti è semplice training.

        C.t.
        " Le frequenze cerebrali che si instaurano in entrambi i casi sono molto simili poiché parliamo comunque di uno stato di dormiveglia ma, come detto, non andrebbero tralasciate le differenze di cui sopra. "

        Simili non significa uguali. 3 è simile a 4 e anche a due, ma non uguale. Se ti do 3 Euro di resto anziché 4, ti sto fregando. E in questo caso il danno sarebbe irrisorio. Ma se anziché 3, gli Euro sono 3000 allora il danno diventa pesante pur rimanendo invariata la differenza percentuale fra 3 e 4 e fra 3000 e 4000 (75%). Ecco perché ho definito grave spacciare il training autogeno per autoipnosi: non tanto per il fatto in se stesso, ma per gli effetti che potrebbe causare l'uso del training nella convinzione di essere in uno stato ipnotico e poter interrogare il subconscio, mentre invece si tratterebbe di semplice riflessione e non "interrogazione" o ricerca in una parte della mente raggiungibile esclusivamente con la vera ipnosi.
        In ogni caso hai nuovamente detto una castroneria, confondendo innanzi tutto frequenze e onde, e non è per nulla vero che le onde cerebrali durante il training sono molto simili a quelle in stato ipnotico, è infatti stato più volte dimostrato il contrario. Come pure è sbagliato dire che lo stato ipnotico e TA siano uno stato di dormiveglia, e lo dimostrano proprio le onde cerebrali cui facevi riferimento, le quali si differiscono anche da quelle del sonno, oltre che da quelle dello stato ipnotico. Fatto più volte dimostrato con elettroencefalogramma eseguito nei tre diversi stati mentali.
        Però sei stato bravo… hai superato il tuo precedente record: stesso numero di castronerie, ma stavolta in sole due righe.

        C.t.
        " Il vero paragone andrebbe fatto tra ipnosi e autoipnosi, a mio parere, perché una seduta autoipnotica non avrà mai la stessa forza di una ipnotica, visto che un'induzione ipnotica esterna in cui l'operatore "legge" le risposte fisiche del paziente (oltre ad ascoltare ciò che dice e come lo dice) al fine di utilizzare le suggestioni che si adattino al caso, ha una forza e un'efficacia maggiori, direttamente proporzionali alla preparazione e alla bravura dell'operatore, naturalmente. "

        Anche qui fai confusione: non si tratta di forza ma di livelli ipnotici. Con l'ipnosi si possono raggiungere livelli "non raggiungibili" con l'autoipnosi, proprio perché nel primo caso la gestione è esterna al soggetto, ovvero è gestita da un'altra persona.
        Ma se questo è vero per l'ipnosi, è pur vero che in taluni casi con l'autoipnosi si possono raggiungere punti, ovvero aree della mente (da non confondere con i livelli ipnotici) non raggiungibili o difficilmente raggiungibili con l'ipnosi, proprio perché gestita da un'altra persona. Ma anche su questo non mi dilungo oltre.

        Il resto non lo commento perché si tratta di tue ripetizioni fondate sulla tua convinzione che la tecnica da te proposta sia auto-ipnosi, mentre invece ho già dimostrato che è solo training autogeno, perciò il resto decade automaticamente.

        C.t.
        Rispetto alla "verità assoluta" e alla "giusta soluzione" di cui parli, si tratta di una tua interpretazione, quindi di una verità relativa (la tua). "

        Non rigirare la frittata: qui sei tu a propinare la verità assoluta facendo un copia/incolla di una procedura di training autogeno e spacciandola per autoipnosi senza però citarne una fonte scientifica… che ovviamente non c'è in quanto quella non è autoipnosi e nessuno psicoterapeuta sosterrebbe quindi una simile castroneria.
        In ogni caso, come si può notare, l'espressione verità assoluta  l'avevo messa tra virgolette appositamente per far capire che il termine non doveva essere preso alla lettera ma in senso lato, ovvero una sorta di "verità assoluta" interna a noi stessi, meglio intesa come verità o risposta pulita perché non influenzata da fattori esterni e/o stati d'animo o false convinzioni. Assoluta in questo senso, ma ovviamente relativa a noi stessi.

        *** prosegue nel prossimo post ***

        • Claudio says:

          *** Seguito del precedente post ***

          C.t.
          " Occorrerebbe sentire il parere degli altri utenti e vedere quanti pensino che in questo esercizio siano presenti delle verità assolute "

          Questa frase non mi è chiara. Io non ho detto che in questo "esercizio" siano presenti o meno delle verità assolute. Ho semplicemente detto, come peraltro ribadito più sopra, che con quello che tu descrivi ci si troverebbe a fare una semplice riflessione, la stessa che si potrebbe fare appartati in silenzio o con musica di sottofondo per non essere disturbati da rumori o presenze esterne; e non sarebbe quindi una ricerca nel subconscio come quella che si può fare in stato ipnotico.

          C.t.
          " Capisco la premura, Claudio, però il tutto andrebbe contestualizzato. Siamo in un blog amatoriale in cui si parla di crescita personale e di spiritualità, il cui autore condivide la propria esperienza di vita senza presunzione o saccenza, ma con l'unico scopo di fornire strumenti che possano essere d'aiuto a chi li usi con il giusto discernimento per migliorare in qualche modo le proprie condizioni esistenziali. "

          La presunzione e la saccenza ci sono eccome, nel semplice fatto di propinare argomenti scientifici senza citarne le fonti e insistendo nel sostenere che siano veritieri senza dimostrarlo in alcun modo.
          Per usare con discernimento ciò che tu proponi, bisognerebbe avere le giuste conoscenze e la capacità per stabilire se ci si trova difronte a fatti scientifici e descritti nel giusto modo e soprattutto utilizzabili da chiunque, piuttosto che false informazioni o castronerie. Ma dai commenti presenti è chiaro che molti hanno preso per buono ciò che propini senza preoccuparsi di verificarlo. Ed il problema è proprio questo… il fatto che la gente è portata a prendere per buono tutto ciò che legge, soprattutto chi, magari senza saperlo, si trova in uno stato anche solo lievemente depressivo, o anche solo in particolari stati d'animo, anche di semplice apprensione per qualcosa.

          Un chiaro paragone con l'errore che tu hai commesso è questo:
          se dai un farmaco (anche in buona fede) ad una persona dicendogli che è un antipiretico, mentre invece si tratta di un betabloccante, rischi di ucciderlo. E' vero che lui ha sbagliato a non leggere il bugiardino, ma lo ha fatto perché si è fidato di ciò che gli hai detto; e comunque tu saresti perseguibile penalmente. Questo è ad esempio il motivo per cui a scuola non danno agli alunni nemmeno una pasticca per il mal di testa, ma piuttosto chiamano i genitori e lo fanno riportare a casa. Infatti si tratterebbe di somministrazione di farmaci che può essere fatta solo da un medico. Per cui, in caso di complicanze dovute all'assunzione di quel farmaco, il docente si beccherebbe una denuncia.

          Tu confondi condividere con propinare.
          Condividere sarebbe ad esempio dire: — mi sono trovato in questa situazione; mi sono rivolto ad uno specialista della tale branca e mi ha risolto il problema in tal altro modo. Per cui consiglio a chi abbia gli stessi sintomi di rivolgersi ad uno specialista di quella branca piuttosto che quell'altra. –
          Ovvero è lecito consigliare di rivolgersi allo specialista del caso, non è invece lecito consigliare terapie, cure, medicinali, ecc. Questo lo possono fare solo i professionisti abilitati e solo dopo una diagnosi clinica che ovviamente non si può fare a distanza ma solo dopo aver visitato il paziente.

          C.t.
          "
          Sperimentare uno stato di trance autoipnotica attraverso la tecnica mostrata nell'articolo, magari rivivendo mentalmente situazioni in cui si è stati forti e coraggiosi, oppure immaginando di provare disgusto nell'accendere una sigaretta, o ancora di provare la gioia e l'amor proprio caratteristici di un corpo snello e in piena forma, credo non abbia controindicazioni, Claudio. Suvvia… "

          La prima frase è sbagliata per ciò che ho già dimostrato, ovvero che quello che descrivi non è una tecnica ipnotica o auto-ipnotica ma training autogeno. In ogni caso ti sbagli, e a maggior ragione se si trattasse di autoipnosi, perché non sono cose con cui giocare. Sono cose serie e delicate che devono essere trattate da esperti con le giuste competenze, altrimenti si possono causare danni, in parte già descritti nel mio precedente commento. Anche il semplice TA, le prime volte andrebbe insegnato o meglio fatto da una persona esperta. Tra l'altro, anche se raramente, è accaduto che persone sottoposte a TA abbiano subito danni o un peggioramento del loro stato psichico. Infatti è sconsigliato a chi soffre di forte depressione (in questo caso il rischio è solitamente solo quello di non riuscire nell'impresa, ma nel caso il TA riesca, potrebbe comunque peggiorare alcuni aspetti della depressione), e soprattutto a chi soffre di alcune altre particolari patologie. In questi casi anche il solo TA potrebbe causare danni importanti.
          In ogni caso, con la frase "…credo non abbia controindicazioni"  confermi che si tratta di una tua personale convinzione, quindi soggettiva, non oggettiva. Non bisogna credere, bisogna esserne certi. Perciò, dato che non puoi esserne certo dell'assenza di rischi, non puoi consigliare tale tecnica.
          Il seguito della tua replica trova già risposta più sopra, dove ho detto e dimostrato che non si tratta di una mia diversa visione rispetto alla tua, perché qui non si tratta di punti di vista; si tratta di fatti scientifici che tu hai alterato.

          C.t
          Il vero "errore" è forse quello di ritenere oggettiva una valutazione soggettiva, quantomeno rispetto al binomio autoipnosi / training autogeno, dove non esistono confini così netti, a meno che non si parli di ipnosi clinica. "

          Continui a ripetere la stessa cosa… sembri un disco rotto. L'unica cosa soggettiva qua è il tuo articolo. Tua è la scelta soggettiva di sostenere che ciò che hai descritto è auto-ipnosi, mentre invece è facilmente verificabile che è training autogeno. E lo propini senza citarne una fonte scientifica che lo confermi (anche perché non esiste tale fonte).
          I confini sono netti, eccome! Ribadisco ancora che il TA è una tecnica di rilassamento e non porta ad uno stato ipnotico.

          C.t.
          " E se non siamo disposti a mettere in dubbio anche le cose in cui crediamo fermamente, rischiamo realmente di fare "falsa informazione" (o di prendere un granchio nel tentativo di "smascherarla")  "

          Ecco, appunto! E' ora che tu ti disponga a mettere in dubbio il fatto di credere fermamente che ciò che hai propinato sia autoipnosi, dato che è solo una tua affermazione supportata da nulla; mentre invece io ho dimostrato il contrario.

          C.t.
          " Ok… mi scuso di essermi dilungato così tanto e ti saluto cordialmente anch’io "

          Non devi scusarti per questo… il blog è tuo e puoi scrivere quanto vuoi. Dovresti piuttosto scusarti con i lettori per questo articolo pieno di falsità.

          C.t.
          " Grazie ancora, in modo sincero (puoi crederci o meno ), perché mi hai offerto una meravigliosa opportunità di confronto che, sono certo, arricchirà e chiarirà le idee un po' a tutti "

          Veramente le opportunità erano due:
          1° Quella di rivalutare quanto avevi scritto, informandoti meglio presso professionisti o leggendo testi scientifici
          2° Quella di arrampicarti sui vetri nel tentativo di dimostrare l'indimostrabile, ovvero continuando a sostenere di aver ragione, pur in assenza di valide conferme, ovvero citazioni scientifiche.
          E tu hai scelto la seconda 

          Io invece non sono certo, però spero vivamente che questo confronto possa arricchire e chiarire i lettori e far loro capire che le cose serie devono essere trattate con veri esperti anziché affidarsi ad internet e prendere per buono ciò che viene detto dagli improvvisati.

          Per chi volesse verificare la fondatezza di ciò che ho detto, cito alcune importanti fonti scientifiche.
          Per il TA ovvero training autogeno si legga ad esempio l'opera omonima del suo ideatore Johannes Heinrich Schultz
          Vi sono poi molti altri libri più recenti sul TA che trattano anche parecchie piccole varianti di questa tecnica. Citarle sarebbe troppo lungo ma si trovano in qualsiasi libreria.

          Per l'ipnosi come non citare il padre della tecnica su cui si basano anche moderne tecniche ipnotiche? Leggetevi quindi opere di Milton Erickson come:
          L'ipnoterapia innovatrice
          Le nuove vie dell'ipnosi

          Ovviamente il tutto può anche essere accertato contattando un professionista (psicoterapeuta, ovvero psicologo, psichiatra)
          Tra l'altro un consulto presso uno psicologo è consigliabile a tutti, esattamente come ogni tanto si fanno esami clinici (sangue, urine, ecc.) per semplice controllo.

          Buone riflessioni a tutti

          • Anto says:

            Buonasera e bentornato, Claudio :)

            Non preoccuparti, non mi offendo. Esprimiti pure come ritieni più opportuno.

            Ti lascio fare ben volentieri il padrone in casa mia, perché il confronto arricchisce ed è utile a tutti. E poi l'ego (senso illusorio del sé, giusto per non creare ulteriori equivoci) ha bisogno di esprimersi e manifestarsi, anche se le sue "soddisfazioni" sono in realtà piccole quanto lui, che purtroppo non se ne accorge, accecato da se stesso :)

            E' evidente che le nostre fonti sono diverse. In vari testi di auto-aiuto e articoli online (molti dei quali scritti anche da professionisti) ho letto di tecniche simili a quella in questione, attraverso le quali si auto-induce uno stato di trance che è proprio dell'ipnosi, così come ho letto delle differenze (per alcuni inesistenti) tra training autogeno e autoipnosi. Basta cercare con google per rendersene conto.

            A questo punto devo pensare che anche sul web e in alcuni libri ci siano professionisti che commettano leggerezze quali lo spacciare per tecnica autoipnotica un esercizio di training autogeno. Cosa dovremmo pensare? C'è confusione anche in ambito professionale?

            Riguardo al blog, naturalmente tutto ciò che scrivo qui è frutto dell'esperienza personale e non ha alcun valore scientifico se non quello, appunto, della MIA sperimentazione autonoma. Sta al lettore approfondire, qualora ne senta il bisogno. E comunque, l'entusiasmo e il senso di positività che provo a trasmettere attraverso il blog è quello che desidererei fosse trasmesso a me, invertendo i ruoli. Ciò che condivido qui è quello che ha aiutato ME e non va affatto considerato verità assoluta, come ricordo spesso ai lettori.

            Saccenza e presunzione… Nah :) Comunque rispetto il tuo punto di vista :) Hai mai sentito parlare del "Secondo Specchio Esseno"?

            Tornando a noi, non voglio insistere, né avere ragione, ma faccio fatica a credere che con la tecnica descritta non si raggiunga una trance ipnotica e che quindi, trattandosi di una auto-induzione, non possa definirsi "autoipnotica".

            PER ME, CON ME, funziona. Le risposte ideomotorie ricevute dopo averla utilizzata mi hanno dato delle indicazioni circa il livello di trance autoipnotica raggiunta.

            Capisco la volontà del mondo scientifico (in tutte le branche della medicina) di voler mettere dei paletti per definire ed etichettare ogni cosa, ma l'esperienza soggettiva (che in questo blog regna), non può essere oggettivata.

            Sui libri scientifici c'è scritto che questa non è ipnosi? Ok. Come dicevo in apertura ci sono altri libri (e molti articoli sul web) autorevoli che dicono il contrario.

            Perché dovrei credere a te e non alle risposte ideomotorie del mio inconscio? Perché dovrei fidarmi del tuo parere o di ciò che leggerei nelle fonti che citi, e non di altri pareri – o libri – autorevoli?

            E perché tu o i lettori dovreste dare ragione a me e alle mie castronerie? :)

            E perché i lettori dovrebbero fidarsi di me, di te o delle nostre fonti?

            Non voglio impuntarmi, Claudio. Affatto. Ma nella mia vita ho sempre messo in dubbio tutto ciò che mi è stato suggerito, ogni consiglio, ogni indicazione, ogni convenzione… Ed è quello che vorrei facessero i miei lettori. Sempre.

            Ti ringrazio ancora, Claudio, e ti saluto con la preghiera di chiuderla qui, in considerazione del fatto che le posizioni sono chiare e che ti è stato dato ampio spazio per esporre il tuo punto di vista sull'argomento.

            Buona vita!
            Anto

  6. valentina says:

    Ciao sicuramente ho sbagliato qualcosa ma nn mi sono senyita ne a mio agio ne in trans.. l unoca cosa che ho notato che facendo passo dopo passo sensa he me ne accorgessi sono passati 15 minuti…

    • guru dei kami says:

      eri in trance per questo non ti sei accorta. quel claudio, mamma mia, si attaccano a tutto pur di avere l'esclusiva della riscossione!

  7. Gloomy says:

    Ciao
    Volevo solo chiederti una piccola cosa come si capisce che ciò che ho fatto ha realmente funzionato e dopo quanto tempo si riscontrano risultati?

    • Anto says:

      Ciao Gloomy,
      grazie per il commento.

      Alla domanda che poni, in un primo momento, può sembrare ostico dare una risposta. In realtà, trattandosi di un’esperienza che vivi TU, quindi soggettiva, sei il solo a poter rispondere. Per venirne a capo potresti provare a chiederti:

      - Cosa intendo io per “funzionare”?
      - Quali obiettivi mi sono posto?

      Se sali in barca e te ne vai per mare, senza una meta, come potrai mai sapere se sei arrivato a destinazione?
      Stabilisci degli obiettivi che intendi raggiungere… Quando li avrai raggiunti, avrà “funzionato” :)

      Purtroppo è l’unica risposta che posso darti perché, come detto, si tratta di un’esperienza estremamente individuale.

      Grazie ancora e a presto! :)
      Anto

  8. Marco says:

     

    Racconto la mia personale esperienza…quando entro in profonda concentrazione il mio respiro si arresta o cosi a me appare..il corpo a delle contrazioni fino a spingermi con il torace verso l alto e poi rilassarsi sento come una separazione e poi pace e poi averto come un suono e sento pace e tranq mentre chi occhi inizialmente hanno forti vibrazioni verso l alto e mi succede con molta semplicita e ho delle visioni e le visioni sono accompagnare da questo suono.. il suono e paragonabile a quello che si sente dalle frequenze…. qualcuno sa dirmi cosa succede?

    • Anto says:

      Grazie per la tua testimonianza, Marco :)

      Riguardo al respiro, probabilmente diventa talmente “secondario” che te ne dimentichi… e ti sembra di non respirare.
      Per tutto il resto, vibrazioni, visioni, suoni ecc, sono fenomeni difficili da interpretare se non vengono vissuti in prima persona.

      Forse il fatto di passare da uno stato di coscienza vigile a uno più profondo, in cui riaffiorano in modo più percepibile “elementi inconsci”, può essere il motivo che, appunto, favorisce il verificarsi di tali fenomeni.

      Naturalmente si tratta del mio punto di vista, soggettivissimo :)

      Cosa ne pensi?

      Buona ricerca e grazie ancora per il commento!
      Anto

  9. Filippo says:

    Ciao a tutti e ciao Anto,

    Volevo raccontarvi la mia esperienza poichè non riesco a capire; non riesco a capire perchè provo ad entrare in uno stato di trance e non ci riesco oppure sono io a non rendermene conto?

    Mi siedo, faccio tutto ciò che devo fare ma resto sempre e comunque in uno stato di coscienza seppur l'immobilità mi dia la sensazione di non aver più il corpo e seppur il respiro tenda a comprimersi ed a rallentare…sicuramente ho un'accesa conversazione con la mia parte interiore ma questa si può avere anche stando da soli con sè stessi e non necessariamente in stato di trance! Cosa devo fare?? :(

    • Anto says:

      Ciao Filippo,
      è probabile che la tua mente razionale cerchi di tenere troppo sotto controllo la situazione e non ti consenta di lasciarti andare. Così ti sembra di essere sveglio, nonostante il corpo appaia “addormentato”. In ogni caso, credo che il feedback più attendibile sia solo quello tuo personale. La sensazione è che potresti provare a vivere l’esperienza con minore tensione, cercando di lasciarti andare… Ma è anche possibile che in questo momento tu abbia bisogno di ciò che stai vivendo. Come sempre, per tutti :)

      Grazie per il commento e a presto, Filippo!
      Anto

  10. roby says:

    in riferimento a quanto espone Claudio,
    io ho provato ad auto suggestionarmi ed ho avuto degli ottimi risultati. Certo non che avessi chissà quali problemi psicologici. Però ringrazio vivamente queste persone che danno aiuti pratici a chi, come me, non hanno la possibilità di farsi aiutare da specialisti a pagamento. Con queste tecniche si possono davvero risolvere degli aspetti emotivi come la timidezza e l’insicurezza. grazie Anto!

  11. Carlo says:

    Ciao Claudio,

    ho provato a seguire i tuoi consigli e mi sono progressivamente rilassato, sentendomi assai in pace. Alla fine mi sono addormentato. E' uno dei due risultati che tu hai indicato, non so se però sia il migliore. Sincermanete non riesco completamente a escludere il mondo esterno, anche se è la prima volta che ci provo. Un aereo che passa in lontananza mi aiuta a rilassarmi, ma un cane che latra in strada mi da fastidio e mi ruba concentrazione facendomi fare un passo indietro verso l'esterno.

     

     

  12. mimmo says:

    ciao Io sono un sostenitore d'Ella legge di attrazione per Cui cerco delle tecniche Che mi facciano ritrovare l equilibrio con il Mio inconscio in modo da emanare énergie positive E. Costruttive vorrei Una tua opinione E sr possible un aiuto anche se la tua Gia mi sembra ottima grazie

    • Anto says:

      Ciao Mimmo,
      per “ritrovare l’equilibrio con l’inconscio” è sufficiente non soffocare le emozioni e viverle pienamente, in accordo con la razionalità (laddove possibile).
      Se reprimiamo le emozioni e non viviamo la vita appieno, magari creando sovrastrutture protettive che giustifichino questo fatto, ci facciamo del male, pur senza accorgercene.

      Ciao!

  13. Simone says:

    ciao Anto

    Non ho capito se ci sono delle prove del nove per capire se sono in trance e poi le suggestioni vanno ripetute a alta voce o solo nella testa

    Grazie

     

     

     

    • Anto says:

      Ciao Simone,
      lo stato di trance ha delle caratteristiche che, se riscontrate nella tua esperienza personale, ti fanno capire di averla raggiunta (Googleggia un po’ :) ).

      Le suggestioni andrebbero ripetute mentalmente, ma se ti trovi meglio a verbalizzarle (magari sottovoce) va bene lo stesso.

      Sperimenta! ;)

  14. Enrico says:

    Salve,
    Ho provato questa tecnica. Sono arrivato circa a 30 con il conto alla rovescia, stava funzionando, lo stato di rilassamento aumentava e iniziavo a sentire un suono paragonabile alla frequenza di alcune onde. Arrivato a questo punto ho avvertito una sensazione di disagio, la paura di perdere il controllo. Come posso ovviare a questo “problema”?

    • Anto says:

      Ciao Enrico,
      credo che il modo migliore sia praticare al fine di prendere pian piano confidenza con uno stato di coscienza “nuovo”.

  15. Paolo says:

    Volevo dire solo ad Anto che è una persona squisita oltre che un esperto di ipnosi.

    Lascia stare quel Claudio che probabilmente  fa parte del CICAP e deve per forza impedire che l'individuo si possa curare da solo ma deva per forza dipendere da i famosi MEDICI che a dirla tutta ti danno i chemioterapici quando esistono da anni cure efficaci per i tumori. Diffidare poi da gli psichiatri  che se fossero sani non avrebbero nessun paziente ma devono specchiarsi nell altro e tenerlo il piu a lungo possibile sotto le loro  costosissime cure anche quando non occorrerebbe. In conclusione io credo che noi siamo i cocreatori dell universo e per questo non abbiamo bisogno di altro solo che non sapendolo cerchiamo risposte sempre da altri. Prosegui tranquillo a insegnare a rendere libere le persone  anche di autoguarirsi e fottitene del cicap. Un caro saluto.

    • Anto says:

      Ciao Paolo :)

      ti ringrazio per la stima, ma consentimi di precisare che sono un “esperto” di ipnosi nella misura in cui la utilizzo su me stesso. Ho solo condiviso una tecnica che ho messo in pratica su me stesso con buoni risultati, nella speranza che potesse essere utile ad altre persone.

      Claudio ha detto la sua. Io la mia. Va bene così. :)

      Sul “sistema” della medicina allopatica si potrebbe dire tanto. Ho avuto modo di sperimentarlo… soprattutto sulla pelle di papà, ma ne parlerò a tempo debito :)

      Grazie e a presto :)
      Anto

  16. sara says:

    ciao antonio! articolo interessante. ho appena vissuto la mia prima esperienza di autoipnosi e seppur mediti in modo non-regolare (la costanza non fa parte di me argh) da un paio d'anni devo dire che… uao!  inaspettato e molto diverso. riproverò domani sicuramente per capire meglio. la stranezza è che ho letto, online, considerare molti lo stato di trance da ipnosi o quello di trance da meditazione come la stessa cosa.. ma in autoipnosi io ho appena avuto le visioni! o meglio, chiamiamoli stati onirici da dormiveglia. addirittura la testa mi tendeva ogni tanto a cadere in avanti, cosa che durante la meditazione non mi è mai successa. che dici, come mai? sarà un caso? domani riprovo. la cosa bella è anche che, come consigliato da altre fonti, ho dichiarato ad alta voce prima di iniziare "ora entrerò in stato di trance per 20 minuti" e dopo aver pensato ben 3 volte "che faccio, dovrei risvegliarmi?" ma troppo presa da questa sorta di sogni e ormai sicura di aver svalvolato totalmente con i tempi ( noncurante della cosa), alla terza volta ho aperto gli occhi e il mio telefono segnava passati 20 minuti ESATTI. e io che meditavo mettendomi la sveglia sul telefono….ahahah :)

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