Come Affrontare un Grave Problema di Salute e Renderlo un’Opportunità di Crescita

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No, non sono sparito. Nè mi sono dimenticato del blog… e di te che mi segui. Non ho scritto per tanto tempo per un motivo di carattere personale.

Una situazione molto delicata che ha riguardato (e sta riguardando) il mio papà… al quale, qualche mese fa, è stato diagnosticato un tumore maligno al cervello.

Attraverso quest'articolo – diverso rispetto ai soliti – desidero condividere con te ciò che mi ha insegnato finora quest'esperienza, nella speranza (ma non nell'augurio) che possa servirti in caso di necessità.

Prima, però, considera questo: nessuno dei suggerimenti che leggerai può, vuole e deve sostituire il parere di un medico qualificato.

Ho pensato di strutturare l'articolo secondo il seguente schema:

  1. Comparsa dei sintomi
  2. Ritiro esami medici
  3. Primo ricovero
  4. Ritorno a casa
  5. Visita specialistica e Secondo ricovero
  6. Casa dolce Casa
  7. Conclusioni

Buona lettura.

1. Comparsa dei sintomi

E' da un po' di tempo che papà ha spesso mal di testa e si sente vagamente confuso. Soffrendo di acufeni (fruscio nelle orecchie), si è soliti addurre i sintomi a tale patologia. Questo già da molti, molti mesi. Ultimamente, però, i sintomi aumentano e vengono integrati con capogiri, lievi amnesie passeggere, leggere e sporadiche perdite della coordinazione nel camminare.

Da qualche settimana papà ci ripete che si sente "strano", non normale. A questo punto, vedendo che la situazione non migliora ma, anzi, sembra addirittura peggiorare, mia madre pensa bene di farlo visitare dal medico curante. Quest'ultimo, saggiamente, gli prescrive una tac al cervello).

Cos'ho imparato?

  • Se un tuo caro ti dice di non sentirsi bene, alza subito il tuo livello di attenzione e cerca di raccogliere i suoi feedback nel tempo, evitando la superficialità e la precipitazione nell'addurre immediatamente una causa e "archiviare la pratica" in modo frettoloso.
  • Se i sintomi sono di una certa gravità o fanno comunque pensare all'interessamento di un organo importante (come nel caso di papà), non perdere neanche tempo a studiare ed interpretare ma rivolgiti subito al suo medico curante che eventualmente ti indirizzerà verso uno specialista.

2. Ritiro esami medici

Esco per trascorrere una giornata fuori, non prima di aver ritirato i risultati della Tac di papà. Entrato in macchina dopo aver preso la busta contenente le immagini, il CD e il referto, mi metto subito a leggere quest'ultimo… "…sospetta malattia espansiva..". Un paio di telefonate… e sono nel baratro. Cambio programma e ritorno immediato a casa.

"Mamma, papà potrebbe avere un problema da non sottovalutare. Sono necessarie indagini più approfondite. Facciamo subito qualcosa".

Detto, fatto. Grazie ad un'amica di famiglia riusciamo ad ottenere in brevissimo tempo una visita specialistica da un neurochirurgo. Il medico fa delle domande a papà, osserva le immagini sul CD, gli fa altre domande e gli "consiglia" di ricoverarsi subito. Papà acconsente. La fortuna vuole che riesca a ricoverarsi la sera stessa, essendosi liberato un posto.

Cos'ho imparato?

  • Se vai a ritirare degli esami medici importanti da solo, sarebbe opportuno che leggessi il referto solo in un secondo momento, a casa e in compagnia.
  • Se ciò che leggi non ti è chiaro, contatta subito un medico e lasciati indirizzare con fiducia. Se non si tratta di casi che richiedono una certa urgenza puoi permetterti di fidarti alla cieca perché hai una buona dose di tempo per tornare, eventualmente, sui tuoi passi e fare una scelta diversa.
  • Il primo passo è senz'altro fondamentale ma, almeno nei casi come quello di papà, non necessariamente decisivo. Come detto, puoi sempre cambiare idea se nel (breve) frattempo, sfruttando i canali a cui puoi attingere, ti fai un'idea diversa di come dovrebbero andare le cose e, soprattutto, riesci a trasmetterla e a farla accettare al tuo caro… che ha il sacrosanto diritto di dire l'ultima parola, essendo in gioco la SUA vita.

3. Primo Ricovero

Papà resta in ospedale, coccolato dalla sua famiglia… che poi lo saluta calorosamente e gli dà appuntamento al giorno seguente. In questa fase di accertamenti, la permanenza in ospedale dovrebbe essere di pochi giorni… Il tempo di fargli una risonanza magnetica con mezzo di contrasto.

Questi sono i giorni più duri. Ogni minuto del tempo libero a propria disposizione viene impiegato alla ricerca di fonti, risorse, e possibili soluzioni al "problema" (ancora indefinito) che ci si trova ad affrontare con papà. Ogni familiare sfrutta i propri canali e le risorse di cui dispone, facendo ciò che può.

Ci precipitiamo ogni giorno in ospedale. E ogni sera, dopo una cena che sembra non volerne sapere di scendere nello stomaco, ormai chiuso, mi allungo fino alle 3 di notte su internet… a leggere di tutto… Troppo.

Sento una grande responsabilità. Adesso l'obiettivo è UNO: tirare fuori papà da questa situazione… o fare semplicemente il MASSIMO possibile. Il resto non conta.

Passano i giorni, si raccolgono informazioni, si stabiliscono contatti, si aprono canali sfruttando conoscenze personali, email, forum di discussione… Intanto, dal fronte ospedaliero, della risonanza magnetica non se ne parla…

…se non dopo una decina di giorni.

Esito: "glioma" o "linfoma". Nel migliore dei casi, un tumore maligno al cervello… essendo entrambi maligni.

La diagnosi differenziale non è possibile perché l'immagine è "offuscata" a causa del tanto cortisone somministrato per via endovenosa. Sarebbe necessaria una biopsia, che comporterebbe dei rischi, soprattutto se effettuata in una struttura dove mediamente se ne fanno pochissime ogni settimana.

Il Dottore: "La biopsia è rischiosa… Cosa volete fare?"
Noi: "Considerando che abbiamo un po' di tempo… ce lo prendiamo per valutare."

Dimissioni con un "a rivederci tra 40 giorni…", non prima di aver richiesto – e ottenuto – il CD con le immagini della risonanza.

Cos'ho imparato?

  • Se non hai conoscenze mediche e hai la percezione di essere di fronte a un problema serio, ti consiglio di evitare di buttarti a capofitto nel web perché ti si apre un mondo che può spaventarti oltre misura e destabilizzarti ancora di più.
  • Se tu o un tuo parente vi ricoverate per qualche motivo, tenete aperti gli occhi e valutate attentamente ciò che accade intorno a voi. Come vengono trattati i pazienti? Le medicine vengono somministrate regolarmente? Le norme igieniche sono rispettate? Vi sentite assistiti o trascurati?
  • Se ti è concesso il lusso di prenderti del tempo e di poter scegliere (è quasi sempre così, anche se a volte crediamo il contrario…), fatti un'idea generale sulla situazione e valuta lucidamente e razionalmente ogni aspetto, dopodiché lasciati guidare dall'intuito e dalla tua Saggezza Interiore, che sa sempre quale sia la cosa giusta da fare. Lascia che ciascuno tiri le proprie somme, dopodiché confrontati apertamente con gli altri familiari chiamati in causa, dando la considerazione maggiore al punto di vista del "malato".

4. Ritorno a casa

Una volta tornati a casa, più lucidi e addentrati nel discorso, ci organizziamo su come garantire l'assistenza medica domiciliare di base, sulla scorta di quanto prescritto dal medico dell'ospedale. Nel frattempo continuo le mie ricerche vagliando possibilità alternative e/o complementari alla terapia in corso, basata sulla somministrazione di cortisone per via endovenosa – prima – e intramuscolare – poi – allo scopo di favorire il riassorbimento del cospicuo edema cerebrale.

Con il consenso di papà optiamo per una dieta povera di grassi e proteine animali, preferendo i cereali (riso integrale, farro ecc…) al posto della pasta, eliminando gli zuccheri e le farine raffinate, bevendo esclusivamente acqua e integrandola con succo di limone, consumando molta frutta (lontano dai pasti) e verdura (il più possibile cruda), aggiungendo tè verde, tisana "Caisse" (dopo ricerche su internet) e semini amari di albicocca (vitamina B17).

Dal punto di vista psico-spirituale, ragioniamo su cosa sia la "malattia"… utilizziamo delle affermazioni/preghiere abbinate ad esercizi respiratori e a un corretto utilizzo della parola, teso ad evitare una comprensibile e ulteriore programmazione negativa, vista la situazione. In più, rido e scherzo frequentemente con tutta la famiglia, favorendo un contagioso "effetto buon umore"!

Ogni volta che colgo un pensiero negativo, espresso a parole o letto in viso, lo smonto subito suggerendo (quasi fino all'imposizione!) una lettura in chiave positiva, che pian piano viene "compresa" e accettata anche da chi non è abituato a "capovolgere la realtà" con il minimo sforzo.

Contestualmente a tutto ciò, comincio ad "unire i puntini" di tutte le ricerche fatte fino a questo momento, soprattutto in merito ad una struttura ospedaliera alternativa e mirata a cui rivolgersi:

Dopo diversi giorni di ricerche sul web, lettura di feedback e contatti email e telefonici, ho un nome. Lo propongo a papà, spiegandogli le motivazioni, e incasso l'ennesimo consenso ( ;) ), dopodiché avvio i contatti per fissare la data del ricovero.

Sono i primi di agosto… Fuori è caldissimo, papà non può prendere sole… Ottenere un ricovero immediato è utopia… Il cortisone comincia a farsi vedere sul viso… paffuto…

MA…

  • Il peso scende invece di aumentare (grazie alla dieta).
  • La sintomatologia si riduce notevolmente (grazie soprattutto al cortisone che fa riassorbire parzialmente l'edema diminuendo la compressione sul cervello).
  • L'umore migliora (grazie alla spiazzante allegria che si respira in casa e al fatto di sentirsi un po' meglio fisicamente, stanchezza a parte).
  • ABBIAMO UN APPUNTAMENTO PER UNA VISITA PRE-RICOVERO NELLA STRUTTURA (ALL'AVANGUARDIA) INDIVIDUATA (grazie alle ricerche personali e ad alcuni contatti avviati da persone amiche).

L'obiettivo di questa fase si fonda su una considerazione molto semplice: il "problema" si è sviluppato su un "terreno" (fisico e mentale) ben definito, quindi è stato favorito da precise condizioni (il modo di pensare, il modo di alimentarsi ecc…). Proviamo a STRAVOLGERE le condizioni e vediamo cosa accade

Detto… Fatto! Con una SUPER-Collaborazione da parte di papà :)

Cos'ho imparato?

  • Spiega alla persona in difficoltà che, qualunque sia il problema da cui è affetta, è fondamentale comprendere che non si tratta di qualcosa di estraneo a se stessa, di una punizione o di un colpo di sfortuna. Le cellule "impazzite" o "malate" costituiscono il suo corpo. Sono una parte di sé che chiede di essere ascoltata, che va compresa e accettata, per quanto banale possa sembrare a chi è abituato a pensare in modo convenzionale. Non è facile smontare convinzioni cristallizzate negli anni, ma dalla mia esperienza con papà posso asserire che è più che possibile scalfirle… e anche un bel po'! Orienta il suo atteggiamento verso il PERDONARE (e perdonarsi) e il LASCIARE ANDARE in modo assoluto.
  • Indipendentemente dal tuo stato emotivo e da ciò che credi dentro di te, mostrati sempre SICURO e cerca di infondere la tua sicurezza nel tuo caro e nelle persone che hai intorno. Sii positivo e allegro, per quanto possibile. Se hai necessità di sfogarti un po' e fare un bel pianto liberatorio, fallo… ma appartati.
  • Inoltre fa' in modo che egli venga in contatto solo con persone positive. Se dovesse ricevere visite da persone notoriamente pessimiste, istruiscile opportunamente prima dell'incontro (io l'ho fatto con alcuni parenti ;) ).

5. Visita Specialistica e Secondo Ricovero

Ci rechiamo puntualissimi all'appuntamento con lo specialista che, tra l'altro, era quello con cui speravamo di finire…

Lui è un po' meno puntuale… ma dopo aver aspettato quasi due ore, ci dedica 10 minuti, a una media di circa 20 euro AL MINUTO! :)

( …da grande farò il neurochirurgo!…)

La sensazione di essere nel posto giusto ci è data dalla decisione con cui il dottore si orienta verso un linfoma, escludendo totalmente l'altra ipotesi. Il suo commento, quando sta per salutarci, infonde un pizzico di fiducia in più nel cuore di papà: "Le assicuro che, nella sfortuna, è l'ipotesi migliore…".

Non trattandosi più di un discorso neurochirurgico, il dottore trasferisce la pratica al collega di neuroncologia. Dopo una decina di giorni parto con papà alla volta dell'ospedale per il ricovero. Il mio alloggio è a 10 minuti a piedi.

Il primo impatto con una struttura ospedaliera è sempre forte, soprattutto se si tratta di reparti neurologici. Attendere il proprio turno in fila per istruire la cartella per il ricovero è abbastanza snervante. Soprattutto se sai di dover fare tutto tu, da solo, a centinaia di km da casa e con una grande responsabilità sul groppone.

Tuttavia, con lo spirito giusto, anche questa diventa un'ottima occasione per crescere e rafforzarti interiormente, soprattutto se ti rendi conto di essere la persona più importante per il tuo papà in quel momento. Questo ti aiuta a trovare la giusta motivazione per non deluderlo e per farlo sentire assistito e coccolato.

Un modo per dimostrare la tua riconoscenza e ricambiare – anche se solo in minima parte – tutto quello che ha fatto lui per te nel corso degli anni… Insieme alla mamma :)

Ok… Arriva il nostro turno.

Siamo dentro. La struttura è pulita e curata. Il personale è umano e gentile. Unico neo: la stanza un po' piccina, considerando che ci sono tre letti. Papà, così spaesato da fare tenerezza, si sistema… e dopo pochi minuti è in compagnia del dottore che comincia a ricostruire la sua storia facendo un'approfondita anamnesi e una visita medica di base.

Ottimo! Sembra ok…

Questa fase è molto delicata perché, contrariamente al primo ricovero, qui papà non si sente "a casa" e l'impatto emotivo è molto più forte rispetto alla precedente esperienza. Il rimedio, momentaneo, è rappresentato da una serie di telefonate alle persone più vicine, una buona dose di rassicurazioni e tanto calore umano.

In 2-3 giorni gli fanno praticamente più esami di quelli fatti in 62 anni di vita: cardiologo, otorino, psicologo, radiografie, tac, risonanza, elettroencefalogramma…

Dopo poco più di una settimana, caratterizzata sul finale da una fastidiosa polmonite, siamo fuori, diretti verso CASA

La biopsia non è fattibile, l'edema si è riassorbito, il tumore è troppo piccolo per poter prelevare del tessuto… Merito del cortisone? Non solo, credo. Opterei per un'azione congiunta e sono fermamente convinto che un approccio olistico, globale, sia SEMPRE la scelta migliore.

A rivederci tra 2 mesi per provare a "biopsiare"… Nessuna terapia. Stop cortisone… Vediamo cosa succede…

Cos'ho imparato?

  • Quando ti trovi in un ambiente che ti trasmette disagio o in un contesto nuovo che ti fa sentire un pesce fuor d'acqua, spaesato e un po' impaurito, quando le circostanze sono – o sembrano essere – così difficili, è indispensabile che vengano fuori il coraggio e la forza d'animo che hai dentro, soprattutto se ti sei fatto carico di grandi responsabilità.
  • Capovolgi lo schema di pensiero convenzionale: ogni problema, ogni difficoltà, rappresentano un'occasione, un'opportunità per crescere ed evolversi sotto diversi aspetti della coscienza. Cercare il lato positivo di ogni situazione, cambiare la propria prospettiva guardando a ciò che accade da una luce che ne esalti i vantaggi, è un'attitudine che va assolutamente coltivata poiché si rivela essenziale in ogni contesto della vita.
  • Quando ti trovi in una situazione come quella descritta, a centinaia di km da casa e nell'incertezza del futuro prossimo, e c'è qualcuno con un grave problema di salute che conta su di te, hai il dovere di trasferirgli calore, fiducia, serenitàin dosi ancora più corpose! Devi trasferirgli tutto l'amore che hai dentroSenza dimenticare di sorridere e di farlo sorridere :)
  • Se ti rendi conto di aver fatto la scelta giusta, è utilissimo ribadirlo anche alla persona di cui ti stai prendendo cura, mettendo l'accento sugli aspetti che lo confermano, perché questo farà aumentare la sua fiducia e "alleggerirà" l'esperienza.

6. Casa Dolce Casa

Torniamo a casa come due reduci dal fronte di guerra.
Ci manca solo la mimetica.
Sembriamo due eroi.

Ci accolgono con calore e affetto.
Momenti memorabili.

Papà è indebolito, imbottito di antibiotici e antinfiammatori, reduce da una polmonite che ancora deve passare del tutto…

Ma è FELICE, è con la sua famiglia. FINALMENTE.

"Ok, stasera si sgarra, mangia ciò che vuoi… ma poi dobbiamo riprendere il ritmo senza mollare!"

Il giorno dopo si accentua la sensazione pruriginosa sulle chiazze rossastre presenti su tutto il corpo. Segno probabilmente di un'intossicazione da farmaci. Ci sta.

Dopo qualche giorno che passo a grattargli la schiena, e diverse notti insonni, papà sembra star meglio e riprendiamo gradualmente con gli accorgimenti alimentari, psicologici e spirituali, integrando il tutto con quattro passi quotidiani sul tapis roulant per rivitalizzare i muscoli, riprendere le forze, rafforzare un cuore malandato e potenziare il sistema immunitario.

Meglio di così…??? :)

Cos'ho imparato?

  • Quando pensi di aver fatto tanto – anzi tantissimo – e la tensione cala, il rischio è di perdere il ritmo e tornare a fatica sugli standard precedenti. Una partita la puoi perdere anche se sei in vantaggio di 2 gol. Un calo è comprensibile, equivale a tirare il fiato, ma una volta rifatto il pieno di ossigeno è fondamentale ripartire.
  • Se, facendo i dovuti scongiuri, ti dovessi trovare a vivere una situazione del genere, fa' in modo che l'ammalato si senta assistito ma allo stesso tempo sia consapevole di dover fare la SUA parte. Certi meccanismi interiori si innescano grazie ad un'azione sinergica tra mente conscia e mente inconscia.
  • Fagli fissare degli obiettivi, fa' in modo che abbia delle ragioni per continuare a vivere. Non farlo cadere nel circolo vizioso dei pensieri negativi compulsivi… Lo stesso vale per te. Attraverso l'Intento indichi la rotta al tuo Subconscio. Al resto pensa lui

7. Conclusioni

Come andrà a finire?

Non lo so, non lo voglio sapere e non ci voglio pensare.

Voglio solo esprimere la mia gratitudine a Dio, il Signore, l'Universo, il Tutto, l'Uno… per l'esperienza che ha donato a tutti noi.

Mi limito a vivere il momento presente e a godermi papà il più possibile.

Cerco di dargli tutto ciò che posso, fino a quando posso.

Una sola cosa è certa: continueremo a fare il massimo.
Forza PAPA'!

E grazie a te per aver letto tutto l'articolo :)
Anto

PS: siamo di passaggio…!

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19 Commenti - Come Affrontare un Grave Problema di Salute e Renderlo un’Opportunità di Crescita

  1. valeria says:

    carissimo, innanzitutto tanti tanti tanti affettuosi auguri a tuo papà e a tutti voi che gli state intorno. ho letto tutta la mail  volando per arrivare in fondo sperando di leggere un lieto fine; non ne dubitavo visto il genere del tuo blog, ma quando ci si trova davanti alla malattia…..la paura fa 90, e la gente può cambiare radicalmente!! Purtroppo quando è stato il turno di mio padre non sono riuscita a smuoverlo di un millimetro, lui era uno di quelli che credono solo nella medicina amara, negativo al massimo e la mamma peggio di lui. Allora non conoscevo la "Caisse", non c'era neppure internet, figurati…ma avevo scoperto l'aloe, quando ancora nessuno ne aveva sentito parlare. Ma non potevo neppure pronunciare la parola che lui cominciava a urlare come un pazzo!!! diceva che erano porcherie e che la dovevo smettere di tormentarlo. Alla fine si è fatto fare una chemio sperimentale (che ovviamente gli avevano propinato come un farmaco collaudatissimo) ed è morto per gli effetti di questa e non per la "malattia" che nel suo caso era pochissimo invasiva. Quello che avevo imparato io, all'epoca, era di lasciarlo fare le sue scelte. Ho smesso di insistere con aloe e vitamine per non sprecare il tempo che rimaneva a farlo arrabbiare. Io sono convinta che quello che ha migliorato le condizioni di salute di tuo padre sia tutto il "contorno"che gli avete orchestrato intorno, non certamente il cortisone, che attenua i sintomi, non "cura" effettivamente nulla ed ha degli effetti collaterali pessimi. Nota anche che si è preso la polmonite in ospedale, come troppo spesso accade…. Se mi permetti un piccolo consiglio parere personale (nato dall'esperienza e dall'osservazione di amici, parenti e colleghi in tanti anni…) state lontani il più possibile da ospedali, chirurgia e soprattutto radio e chemio (mi rifiuto di aggiungere il termine "terapia"…) Tu sei secondo me una persona illuminata, rimani forte e centrato, non lasciarti mai vincere dalla paura. L'unica vera terapia è l'amore, le risate, la Caisse e tutto il resto che avete fatto. Sono sicura che al prossimo controllo le cose andranno ancora meglio. SONO SICURA!!!! Ti abbraccio, con tanto affetto

    • Anto says:

      Cara Valeria,

      innanzitutto ti ringrazio profondamente, oltre che per quanto scritto, per il fatto di averlo desiderato fare :)

      Come giustamente dici, non è assolutamente facile smuovere le coscienze, soprattutto se radicate a schemi e dogmi imposti dalla società, nell'accezione più ampia del termine.

      Condividiamo pienamente il diritto dell'individuo a scegliere ciò che reputa migliore per la propria vita. Tuttavia, come accaduto ad entrambi, credo che un tentativo vada fatto… ma non solo per l'atteggiamento egoistico del "mettersi a posto la coscienza", quanto per Amore. Puro Amore.

      Parlando in generale, purtroppo la maggior parte della gente non si rende conto che alla propria rappresentazione soggettiva della realtà, per quanto conforme agli standard socio-politico-religioso-culturali-bla bla bla…, esistono infinite alternative, alcune delle quali caratterizzate da piccolissime sfumature… che possono fare la differenza.

      Basterebbe davvero poco per migliorare le proprie condizioni… ma fin quando si resta schiavi dei condizionamenti imposti, auto-imposti e accettati, l'illusoria libertà della "prigione convenzionale" sarà quel luogo "confortevole" in cui abiteremo fino alla fine, come ignari topolini in gabbia.

      Così finiamo con l'adeguarci e il conformarci alla massa…

      Tornando a noi, ti ringrazio per gli amorevoli consigli e concludo dicendo che ritengo ammirevole il tuo tentativo di averci quantomeno provato, con il tuo caro papà. Probabilmente era così che doveva andare…

      Ti abbraccio forte, Valeria.

      GRAZIE :)
      Anto

  2. Daniela says:

    Ciao Anto,

    Ho scoperto da pochi giorni il tuo blog e mi è piaciuto moltissimo e ho incominciato a lavorare su me stessa per migliorare la mia situazione interiore. Posso dire che mi stai illuminando la strada della vita.e di questo ti ringrazio.

    Ho seguito con una certa apprensione la tua esperienza con la malattia di tuo padre che ti vede testimone.

    A me è successa la stessa cosa con mio marito, qualche anno fa che purtroppo non è sopravvisstuto anche se c'era la possibilità di un intervento chirurgico che  forse poteva in qualche modo risolvere il problema "tumore".

    Io ho fatto come te, e mio marito aveva l'affetto di tutti, amici e parenti per cui ha vissuto "bene" questa difficile situazione.

    Il morale alto, i pensieri sempre positivi gli permisero di continuare a vivere fino all'ultimo giorno una vita degna di essere vissuta senza quasi soffrire.

    Io ti posso dire comunque che il "male" qualunque esso sia deve essere accettato  come Le cose diventano più facili e si impara a convivere con esso.

    Non sperare nella completa guarigione, ma di convivere con la malattia è il modo migliore per affrontare le cure, le visite, e tutto quanto può succedere

    Posso dirti infine che una dieta a base di alimenti biologici e naturali aiuta moltissimo.

    Evita se puoi, sia tu che tuo padre di mangiare carne e latticini, che sono forieri di molte malattie, ma se proprio non ci riesci limitati a mangiarli solo una volta alla settimana..

    Mangia tanta frutta e verdura  e sbizzarrisciti a cucinare di divertirai.

    Te lo dico con il cuore.

    Anch'io ti invio un abbraccio forte e grande. Grazie dei preziosi consigli.

    PS: Non riesco a scaricare Mp3 pdf perchè mi dice che il mio indirizzo email è già in uso.

    • Anto says:

      Cara Daniela,

      ti ringrazio per i consigli e per aver deciso di condividere con noi la tua esperienza. Sono assolutamente d'accordo con te sul fatto che ogni circostanza della vita vada prima di tutto accettata. Non sono del tutto d'accordo invece sul doversi necessariamente rassegnare a una guarigione parziale e non totale, ma questa è forse una "deformazione professionale" visto che confido profondamente nelle enormi potenzialità insite in noi.

      Probabilmente il fatto di non riuscire ad innescare determinati processi di autoguarigione ci fa optare per un punto di vista più "realista"… ma cos'è la realtà se non la proiezione del nostro vissuto soggettivo nel mondo oggettivo?

      In ogni caso, comunque vada, ce la mettiamo tutta per ottenere il miglior risultato possibile. Poi ci penserà il Signore, a cui sarebbe bene affidarsi sempre, di fronte ad ogni tipo di difficoltà.

      Ricambio il caloroso abbraccio, Daniela, e ti ringrazio ancora per l'intervento :)

      Sono contento che il blog ti sia utile ma amplia il più possibile la tua ricerca e, soprattutto, sperimenta e cerca di arrivare a delle conclusioni personali, dei punti fissi da cui partire per migliorare sempre di più :)

      A presto!
      Anto

      PS: se sei già iscritta, e quindi il sistema ti dice che l'email è già presente, è sufficiente andare nell'Area Download e inserire la password che hai ricevuto con l'email di benvenuto. Se non dovessi riuscirci puoi scrivermi un'email dall'area contatti e te la reinvio! Ciao :)

  3. Daniela says:

    Ciao Anto,

    Si, anch'io credo nell'autoguarigone e spero di poter guarire da alcuni disturbi che ho da anni.

    Ho imparato a convivere con essi, e non mi creano grossi problemi.

    Non mi rassegno ma a volte ci vuole tempo e pazienza per raggiungere dei risultati.

    Ho ottenuto la quasi guarigione da una malattia e la linea che ho seguito e che seguo tutt'ora e principalmente di vivere una vita sana con una buona alimentazione lasciando perdere quel cibo così gustoso, ma insano.

    Ho affiancato le cure tradizionali a quelle naturali come l'omeopatia e l'erboristeria a alla fine ho ottenuto il risultato che volevo.

    Ho accettato le malattie perchè il fisico reagisce meglio alle cure. Mi sono adattata al nuovo inqulilino se così posso esprimermi.

    Principalmente cerco di non farmi cogliere impreparata dal male e così faccio un po' di prevenzione.

    A livello mentale ho cercato di perdonare a me stessa i miei sbagli e anche i torti che ho subito da persone in cui credevo. Questo mi da una grande serenità, una pace profonda che mi aiuta ad affrontare la quotidianità che non sempre è positiva come si vorrebbe..

    Certo devo crescere ancora. C'è sempre qualcosa che mi disturba, come gente negativa che finge di volermi bene ma in realtà non è così.e mi trasmettono la loro negatività.Allora se posso le allontano dalla mia vita e anche mentalmente non voglio che facciano parte neanche dei miei pensieri.

    Penso anche che un giorno dovrò partire da questa vita terrena e spero in un bilancio positivo e cioè di aver dato quello che potevo per migliorare il mondo e di non aver preteso troppo.da esso.

    Ti invio un grandissimo abbraccio e scusami se ci metto un po' a rispondere..

    Ps. Ho iniziato a scaricare i bonus seguendo i tuoi consigli.

    Ciaooooo e Buona Serata

     

     

    • Anto says:

      Grazie per il prezioso intervento, Daniela :)

      Il tuo percorso sarà senz'altro di esempio e ispirazione per noi lettori.

      Un piccolissimo consiglio, però, mi sento di dartelo. Se invece di "estirpare le erbacce" e "tagliare i rami secchi" (espressioni con cui mi riferisco principalmente alle persone che ti hanno fatto del male o che non riesci ad accettare per diversi motivi) riuscissi a perdonare anche loro, libereresti ancora di più il tuo spirito.

      Questo non significa che devi necessariamente frequentare o interloquire con chi ti ha fatto del male. Il beneficio – fondamentale – consisterebbe nel non esserne più influenzata. Ricorda che sei TU che permetti alle persone (e ai loro giudizi) di penetrare nella coscienza e ferirti.

      Accettazione, Amore, Perdono e Gratitudine sono 4 magiche chiavi per entrare profondamente in contatto con Te :)

      In bocca al lupo, Daniela…
      …e non preoccuparti per il ritardo…!!!

      Anto

  4. Daniela says:

    Ciao Anto,

    Grazie per i buoni consigli che mi dai.

    In effetti a volte non si può tagliare completamente fuori dalla nostra vita le persone che non ci piacciono,e così ho cercato di non farmi sopraffare da loro.

    Mi accorgevo che in qualche modo volevano controllarmi o farmi fare delle cose in cui non credevo e allora,, garbatamente, ho preso le distanze. Non le ho eliminate dalla mia vita, ma semplicemente ho mostrato loro che il mio punto di vista non coincideva con il loro.

    Sono comunque in buoni rapporti con tutti.

    Tieni presente che la maggior parte delle persone è materialista e pensa principalmente a soddisfare le esigenze  del loro "Io" inferiore e così non crescono spiritualmente.

    E' difficile incontrare persone come te che hanno un'apertura mentale e una prospettiva come la tua.

    Io ho sbagliato molte volte nella vita, ma forse mi mancava una guida o un esempio che mi facesse vedere le cose sotto una luce diversa. Ma poi ho trovato la Pace dentro di me.Strada per me lunga e tortuosa, ma dentrosentivo che qualcosa c'era  e dovevo seguirla

    I miei obiettivi erano e sono La Pace e La Salute.

    Per arrivare alla Pace ho usato il Perdono. Prima me stessa e poi .gli altri.Non è stato facile, un'impresa ardua, ma alla fine la Pace è arrivata e con Lei la Gioia .

    Altre cose che possono influenzare negativamente questo meraviglioso stato d'Animo sono ad es. il tempo metereologico. Se è bello sono contenta, se è brutto sono triste.Il tempo atmosferico non può cambiare il nostro stato mentele..

    Poi è bene vivere sempre al presente. Non vivere di ricordi e non preoccuparsi troppo del futuro perchè tutto questo provoca tensioni psicofisiche.

    Con questo non voglio dire che non bisogna organizzarsi.

    Atra cosa importante non farsi degli obiettivi o desideri impossibili da raggiungere.

    E poi ovviamente dedicare un po' della nostra vita a migliorare, attraverso la meditazione e aiutando un po' il mondo rispettandolo.

    Come dicevo in primo piano ho messo la Salute e la Pace che sono strettamente correlate.

    Adesso sono più forte, mi voglio bene, mi accetto come sono. Mi sono arricchita spiritualmente e non materialmente. Questo mi da la serenità di vivere la vita nel giusto modo.

    Meravigliose le parole che dici e cioè.

    Pace, Accettazione, Amore, Perdono e Gratitudine sono le magiche chiavi .per la Felicità.

    Ciao Ciao Grazie a presto!

    Daniela.

     

     

  5. sonia says:

    Raramente apro "libero" e invece lo dovrei fare più spesso. La tua condivisione mi ha fatto rivivere mentalmente un periodo di ansia e paura. Ho vissuto questa esperienza, anche se diagnosi diversa con mio marito. Ti riporto due parole che si avvicinano allo spirito che traspare alla fine della tua lettera. Anch'io, ma penso tutti in queste condizioni "si godono" ogni minuto….ogni istante

    "Cara A…,
    ti faccio i miei auguri di Buona Pasqua. Perdonami il lungo silenzio ma per me il tempo ha delle dimensioni strane e persino la mia stagione preferita mi sfugge…una primavera che stenta. C’è un albero fiorito lungo il percorso dell’autobus che mi porta all’ospedale da Gianni. Quattro volte al giorno, andata e ritorno ammiro i suoi colori accesi e penso come sia forte la natura che comunque anche se forzata a restare indietro si prende il suo spazio…e intanto Ringrazio Dio di essere ancora in due anche questa Pasqua, anche questa primavera….”
    Poi questa si è rivelata maledetta primavera. Nel momento in cui si perde una persona cara l’età non ha importanza, si ha il cuore a pezzi. Da questa immensa sofferenza ne scaturiscono inevitabilmente quelle domande che aiutano ad accogliere il dolore. 
    Tutt’ora ho ricordo nitido quando il primario ha pronunciato la prognosi: “6 mesi”. La diagnosi, pur non nominata in presenza del paziente, era implacabile: “6 mesi, in caso avesse accettato la chemioterapia”. Scene, immagino che si ripetono ogni giorno negli ospedali, spezzando speranze e progetti. Invece questo dramma rimetteva in gioco tutto, dall’uso del tempo, agli spazi, al rapporto con i familiari, con un altro ospedale… Una sentenza “violenta”, precisa, a cui non si è mai preparati. L’angoscia che mi ha sconvolto la vita da quando è stata espressa. Un vortice di pensieri agghiaccianti: morte, dolore, disperazione…Il tempo si è fermato, improvvisamente c’era solo il domani, il dopodomani, “tra un mese” e forse “tra sei mesi”. Alla fine non sono stati neanché tre.La storia è sempre la stessa…..

    Ti auguro che tuo padre superi questa barriera, orgoglioso di un figlio straordinario come sei tu.

    Grazie

    Sonia

     

    • Anto says:

      Cara Sonia,
      ti ringrazio tanto per il contributo, toccante e tristemente attuale… L'importante è fare il massimo in ogni situazione di questo genere, o almeno provarci.

      Un grande abbraccio… e buone feste :)

  6. valeria says:

    ciao Anto, volevo sapere come state, tutta la famiglia, e farti tanti cari auguri

    un abbraccio

    valeria

    • Anto says:

      Cara Valeria,
      ieri sera siamo tornati dall'ospedale… dopo 29 giorni!!! :)

      A 40 giorni abbiamo fatto la Tac, come prescritto: l'edema si era in parte riformato. Dopo un paio di settimane eravamo in ospedale. Il tumore non era cresciuto tantissimo ma causava comunque infiammazione e, appunto, edema. Quindi il ricovero è stato assolutamente necessario per prevenire danni dovuti all'eccessivo aumento della pressione endocranica.

      Al settimo colpo, dopo altrettanti digiuni, è stata finalmente praticata una "biopsia allargata" (un vero e proprio intervento) attraverso la quale è stato asportato il tumore. L'esame istologico ha "fortunatamente" confermato l'ipotesi diagnostica di "linfoma cerebrale".

      Papà ha preferito sottoporsi al primo ciclo di terapia direttamente in ospedale. Le condizioni in cui si era presentato gli hanno permesso di non avere il minimo effetto collaterale visibile/percepibile, almeno per il momento :)

      Dovrà farne altri a distanza di 15-20 giorni l'uno dall'altro… ma ogni volta ci presenteremo all'appuntamento come LEONI! A tal proposito, oggi ha ricominciato il tapis-roulant e ha ripreso ad alimentarsi in modo sano ;)

      Il piano attuale è quello di concentrarsi sull'alcalinizzazione del corpo e sul favorimento delle funzioni renali ed epatiche, per preservarle il più possibile dagli effetti indesiderati della "terapia" (che comunque è un po' più leggera nei casi come il suo).

      Nel frattempo sto vagliando soluzioni alternative che andranno ad integrare quelle attuali.

      Papà è stra-felice di essere a casa e, soprattutto, di aver ripreso quasi completamente l'uso del braccio, della gamba destra e della memoria… nonché di sentirsi in forma, sia moralmente che fisicamente! :D

      Il primo grande ostacolo è stato superato (l'intervento lo sottoponeva al rischio di emiparesi). Questo mese in ospedale ci ha insegnato tanto, incredibilmente tanto :)

      Ora tocca a noi… ancora una volta :) e siamo pronti ad affrontare le prossime tappe con lo spirito e l'apertura necessari ad accogliere il massimo possibile dalle esperienze che vivremo, sia in termini di salute che di crescita interiore.

      Un grande abbraccio e tanti, tanti auguri a te e a tutti, cara Valeria.

      A presto!
      Anto (e papà!)

  7. Alessandro says:

    Tu e tuo padre siete veramente due leoni. Vi auguro di uscire al più presto da questa situazione. Un abbraccio.

    Alessandro

  8. vania says:

    Caro Anto,è la prima volta che leggo il tuo blog e ne sono rimasta davvero colpita per la lucidità e saggezza con cui hai trattato un argomento così delicato e doloroso. Conosco perfettamente le sensazioni di cui parli, le ho vissute nell'arco di 4 anni con mia madre e mio marito a causa della stessa malattia epatocarcinoma e diabete. Per mia madre non c è stato nulla da fare,mio marito ( a cui avevano dato 6 mesi di vita a febbraio 2012) è ancora qui vivo e vegeto sorridente e profondamente grato della incredibile esperienza che abbiamo vissuto. Fin dall'inizio abbiamo optato per la medicina alternativa, quindi nonostante la bruciatura della "pallina disobbediente" in sede chirurgica, niente chemio e niente cure ufficiali. Abbiamo optato per la cura Di Bella ( fantastica ma troppo costosa), abbiamo usato la cura dell'aloe arborescens e siamo approdati alla dieta alimentare vegana crudista che tuttora è la nostra alimentazione.Le mie non vogliono essere ASSOLUTAMENTE INDICAZIONI DA SEGUIRE, sono sicura che sai bene che la cura è uno strumento in cui un essere umano crede con fiducia ma non è la soluzione. La soluzione è capire perchè il corpo chiede la nostra attenzione specifica in quel punto di noi che si è ammalato a cui corrisponde una sofferenza dell'anima. Queste due persone che amo enormente avevano entrambe una grande rabbia ed amarezza nei confronti della vita e delle esperienze vissute dove l'unico modo per uscirne era perdonare se stessi e gli altri ed amare in modo incondizionato. Mia madre non ne è stata capace, mio marito sì. Questa è stata la mia esperienza , ed ognuno di noi la vive per ciò che deve imparare e poi condividere. Ma la cosa più brutta e difficile per il malato e chi gli vive accanto è l'impatto con la diagnosi ed il mondo della medicina ufficiale: entri come una persona con un problema ed esci come un moribondo e ti trovi solo, senza nessun sostegno in balia della disperazione . Mentre come te cercavo disperatamente per ore su internet possibili alternative ho capito che bisognerebbe scrivere un piccolo opuscolo che aiuti a prendere una decisione Libera dalla paura , dall'angoscia della solitudine, ma soprattutto con amore infinito verso chi deve vivere questa esperienza difficile e dolorosa. Questo tuo articolo per me è  una perfetta partenza, visto che scrivi così bene sarebbe fantastico se ampliassi l'argomento.  Auguro a te ed a tutta la tua famiglia ogni bene con amore incondizionato .

    namastè Vania

    • Anto says:

      Buonasera Vania! :)
      Ti ringrazio tanto per aver deciso di condividere la tua esperienza e per gli spunti che hai condensato nel commento, e ti auguro di poterti godere il tuo compagno di vita per tanti altri anni. Se ti venisse voglia di approfondire entrando più nel dettaglio rispetto alla tua esperienza (anche in privato), fallo pure senza problemi.

      Dal mio canto continuerò la condivisione perché, come sottolinei, non è facile decidere quando c’è di mezzo la paura…

      Credo proprio che quest’articolo avrà un seguito.
      Non so quando lo scriverò… ma so che lo farò :)

      Ti abbraccio forte e ti ringrazio ancora!

      Namastè!!!
      Anto

  9. valeria says:

    caro Antonio, come state?

    vorrei mandarti un libro, in formato pdf. Mi ha davvero entusiasmato, magari potrebbe esserti utile. Dimmi come fare. 

    un abbraccio

    valeria

    • Anto says:

      Ciao Valeria!
      Stiamo abbastanza bene, grazie. Per il momento le cose procedono in modo discreto Ci auguriamo che vadano migliorando :)

      Ti ringrazio per l’interessamento e per il PDF :)
      Ti scrivo all’email che hai indicato!

      Grazie e un forte abbraccio :)
      Anto

      • Luisa Farris says:

        Salve,ho letto il tuo blog e leggendo è come se stessi leggendo la storia del nostro papà scritta da mia sorella…lei battagliera come te vorrei sapere se è possibile contattarti per chiederti consigli e visto che il blog è vecchio vorremo sapere com'è andata,noi non vorremo perdere la speranza quella è l'ultima a morire!complimenti davvero per la tua testimonianza..

        • Anto says:

          Ciao Luisa,
          purtroppo papà non ce l’ha fatta ed è venuto a mancare a febbraio. E’ stata durissima… Ne parlerò nel prossimo post… aspetto solo che mi venga voglia di scriverlo…

          Contattami senza problemi, se vuoi o hai bisogno. Puoi farlo attraverso l’apposito modulo nell’area “contatti”.

          A presto
          Anto

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