Come Controllare la Mente – Un Metodo Infallibile!

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Dopodomani è Natale e si respira un clima meraviglioso. Nonostante il lavaggio mentale dei mass-media che cercano in tutti i modi di rendercelo meno piacevole, percepisco una bella energia e un senso d'unione all'interno delle famiglie forse mai così forte. :)

Prima di introdurti il tema di oggi, vorrei augurarti di vivere il Natale nel modo che più ami. Se puoi farlo, gioiscine… perché tanti non potranno. Come dice "Pallozza", assidua frequentatrice del FORUM Psico-Spirituale, una delle cose belle del Natale (per chi riceve abitualmente regali) è pensare che gli altri ci pensano, escono e scelgono per noi… Sono il solo (a parte Pallozza :) ) ad avvertire tutto quest'AMORE nell'aria??? :P

Ok… mi ricompongo… Torniamo a noi… e all'articolo che ti cambierà la vita… (in meglio naturalmente) non appena riuscirari a comprenderlo e a farlo sprofondare nella tua interiorità.

Garantito.

L'articolo di oggi scaturisce dall'ultimo regalo che mi sono fatto, il libro "Il Potere di Adesso", preso alla Feltrinelli un paio di giorni fa. Siccome te l'ho linkato sul sito dove acquisto i miei libri, ne approfitto anche per chiarire che, se decidi di comprarlo e lo fai cliccando sul mio link, mi consenti di percepire una minima provvigione in quanto affiliato di quel sito.

Questo vale per tutti i libri che ti consiglio. E sono contento di mettertene a conoscenza perché, al di là di quest'aspetto, è il piacere di condividere le mie "scoperte", come facevo (e facevi!) da bambino, che mi spinge a scrivere sul blog :)

Bene, partiamo:

"Così quando ascoltate un pensiero siete consapevoli non soltanto del pensiero ma anche di voi stessi come testimoni del pensiero. E' subentrata una nuova dimensione di consapevolezza. Ascoltando il pensiero, si avverte una presenza consapevole (il vostro sé più profondo) dietro o sotto il pensiero, per così dire. Il pensiero allora perde il suo potere su di voi e rapidamente si placa, perché voi non fornite più energia alla mente attraverso la vostra identificazione con essa. Questo è l'inizio della fine del pensiero involontario e compulsivo." (da "Il Potere di Adesso" – Pag. 38).

Prima di andare avanti vorrei che rileggessi il paragrafo precedente, cercando di comprendere ad un livello più profondo e di andare per un istante al di là delle parole, senza però cercare una spiegazione razionale. Lasciati guidare dall'intuito.

Fatto? Ok… Ora fissiamo due punti FONDAMENTALI:

  1. Tu NON sei la tua mente (intesa come "flusso di pensieri"). Il tuo (nostro) errore è quello di IDENTIFICARCI con essa (con i pensieri e le emozioni che ne scaturiscono).
  2. Tu NON sei il tuo corpo. Il tuo (nostro) errore è quello di IDENTIFICARCI con esso.

"Anto… sei impazzito di punto in bianco??? Sembravi abbastanza normale!!!"

Se l'hai pensato, non preoccuparti :) Non l'hai fatto tu ma la tua mente… :D

A questo punto potresti chiederti: "Se non sono questo, se non sono quello, che/chi/cosa diamine sono???"

Per capire chi sei realmente, comincia a MEDITARE, pian piano, giorno per giorno, un po' per volta, senza che ti pesi ma con regolarità (non scorrere ancora la fine dell'articolo per sbirciare l'esercizio che ti propongo… Ne parliamo tra un minuto! :P ).

Ora fermati un secondo, torna su e rileggi la citazione in grassetto/corsivo. Va' ancora più a fondo. Ti aspetto qui.

Bene, ora provo a farti un esempio che mi è venuto sotto forma di intuizione qualche tempo fa. Prenderemo in prestito il corpo fisico per dare l'idea del distacco dalla mente, anche se in realtà (come detto) tu (noi) non sei neanche quello… ma finché sei qui, è importante curare anche la "carrozzeria" :)

Immaginati immerso in un fiume che da monte scende a valle. Sei al centro del letto del fiume e vieni costantemente investito dall'acqua che viene giù. A volte ce la fai a restare in equilibrio, altre volte resisti a stento, altre ancora devi aggrapparti da qualche parte…

Ok. Quel fiume è la tua mente, i tuoi pensieri… e quel "te" che ci si trova immerso è un'estensione del "Campo di Consapevolezza" che fa da sfondo ad ogni cosa, e dentro il quale accade tutto ciò di cui sei Testimone (in quanto, appunto, sua "estensione").

Tutto ciò che devi fare (semplice… a parole… :) ) è USCIRE da quel fiume e OSSERVARLO mentre scorre.

L'azione di uscire mentalmente dal fiume ha un valore simbolico molto forte perché consente di mettere dello spazio tra l'Osservatore e l'oggetto osservato, uno spazio che pian piano aiuta a rendersi conto di non essere ciò che si osserva (i pensieri e le emozioni) ma qualcos'altro, "Qualcosa" che è dietro le quinte, sempre Presente, Immutabile e Perfetto, "Qualcosa" che, attraverso il corpo fisico e l'interpretazione degli stimoli sensoriali, sta sperimentando una "realtà umana". Lo Spirito che ha preso forma.

E' molto importante arrivare a questa comprensione, e lo è altrettanto capire che l'osservazione distaccata di un pensiero o di un'emozione non deve rappresentare rifiuto o repressione ma Comprensione a un livello più profondo, un livello in cui non esiste alcuna interpretazione, un livello in cui si è semplicemente testimoni di ciò che accade, di ciò che E': il Livello dell'Essere.

Tornando al fiume, non devi pensare di volerlo calmare. Devi solo esserne testimone, in modo distaccato e senza interpretazione alcuna. Devi uscire da quel fiume e sederti sulla sponda. Uscendo dal fiume dei pensieri, riesci ad esserne consapevole ad un livello diverso che ti consente di disidentificartene e di privarli del potere soffocante che hanno su di te.

Quindi il solo fatto di osservare i pensieri che scorrono dentro la tua testa, diventando altresì consapevole dello spazio che intercorre tra un pensiero e l'altro, li rende inoffensivi, inefficaci, inutili. E col tempo, la morsa che hanno su di te si indebolisce sempre più… Ma questo dipende dalla misura in cui riesci ad arrivare alla realizzazione profonda che tu non sei loro.

Lo scopo è proprio questo. Arrivare a questa realizzazione, questa comprensione profonda, che si può ottenere partendo da un'azione dell'intelletto, un lavoro razionale, rafforzato dalla pratica (che in questo caso è rappresentata dall'esercizio che segue).

Chiaro? :)

Bene. Siamo pronti…

Solo un'ultima cosa: ricorda che, indipendentemente dalla portata del fiume di pensieri che ti scorre in testa, hai il potere di placarlo entrando in contatto con la tua Essenza. Una volta che ci sarai riuscito, potrai scegliere a quali pensieri dare importanza, da quali farti toccare emotivamente e quando farlo. :)

Buon lavoro!

Come Controllare La Mente – Un Metodo Infallibile!

L'esercizio seguente va praticato in tranquillità, possibilmente tutti i giorni (magari alla stessa ora), partendo da sessioni brevi (bastano 5 minuti) da allungare gradualmente una volta che ci si è abituati. Partire con sessioni brevi, come ho specificato anche sul FORUM Psico-Spirituale, aiuta a sviluppare l'abitudine (positiva!) poiché tutti (spero) sono disposti a "sacrificarsi" per 5 minuti :)

Bene… eccoti l'esercizio vero e proprio, sviluppato in "punti" per una migliore applicazione/comprensione:

  1. Siediti con la schiena eretta (dove vuoi… sedia, poltrona, appoggiato ad un muro…) ma non eccessivamente tesa, trova una posizione comoda, chiudi gli occhi e fa' un bel respiro profondo (naso-naso o naso-bocca).
  2. Comincia a visualizzarti al centro del fiume. L'acqua ti bagna il corpo, talvolta il viso. A volte è alta, a volte bassa. Associa mentalmente ad essa il flusso dei tuoi pensieri.
  3. Ora, pian piano, avvicinati ad una delle sponde del fiume. Mentre lo fai, prova a sentire che la pressione dei pensieri diminuisce pian piano. Sforzati di raggiungere la sponda che hai scelto, esci dal fiume e senti il sole caldo che, accarezzandoti, ti asciuga ogni minima goccia.
  4. A questo punto volgi il tuo sguardo verso quel fiume. Guardalo scorrere, sentiti lontano. Associalo ai tuoi pensieri. Visualizza immagini o filmati (audio incluso!), relativi ai tuoi pensieri, scorrere nel fiume. Ora sono distanti e non ti toccano più di tanto. Non possono. Sono lontani da te. Hai creato una spazio che impedisce loro di toccarti emotivamente.
  5. Ora, pian piano, sposta l'attenzione al tuo interno. Resta focalizzato sull'idea di essere "sulla sponda" e comincia ad osservare i tuoi pensieri. Fallo senza giudizio. Tienili lontani da te. Guardali fluire. Non provare a bloccarli. Lasciali scorrere. Osservali senza interpretarli… Svuotali di ogni significato!
  6. Continua così per il tempo che ti sei prefissato, cercando di restare sveglio.
  7. Alla fine, fa' un bel respiro profondo, apri gli occhi, sgranchisciti un po' e goditi le meravigliose sensazioni di pace interiore in cui il tuo Cuore si troverà naturalmente e "magicamente" immerso :)

Alcune raccomandazioni.

I punti 1, 2 e 3, "falli fuori" in un paio di minuti (soprattutto se hai scelto di partire con una sessione da 5 minuti). I punti 1-2-3-4 ti servono per abituarti al distacco. Una volta che sarai diventato pratico, potrai partire direttamente dal 5. Se al punto 4 percepisci un'influenza dei pensieri sul tuo stato emotivo, cerca di curare di più il "distacco" da essi. Durante il punto 5 cerca di identificarti con la sensazione che percepisci negli attimi in cui la tua mente è sgombera da ogni pensiero.

Se un pensiero fa nascere un'emozione, non reprimerla ma cerca di osservarla mentre la stai vivendo, cioè mentre si sta manifestando nel tuo corpo fisico. Lo scopo dell'esercizio non è diventare dei repressi o degli individui privi di sensibilità… :) ma, come già detto, (ri)appropriarsi del potere di scegliere consapevolmente su cosa riporre la propria attenzione, senza subire passivamente i pensieri compulsivi e il relativo avvelenamento emotivo, che non rappresenta certo la strada migliore per vivere felici e rendere la tua Vita… Suprema! :P

E non preoccuparti se all'inizio non riesci ad eseguire l'esercizio al meglio! E' normalissimo :)

Continuando ogni giorno, o comunque in modo costante, affinerai la tua capacità di distacco/disidentificazione e sarai catapultato in un mondo nuovo che ti vedrà realmente (e finalmente!) a capo della tua vita e delle tue azioni. Un mondo in cui potrai attingere alla Fonte Divina da cui provieni che ti guiderà in ogni decisione e che sarà libera di fluire verso la tua mente (che nel frattempo sarà diventata un tuo strumento… e non viceversa :) ) attraverso intuito e – soprattutto - ispirazione. :D

Sono certo che, se prenderai seriamente l'articolo che hai appena letto, esso costituirà senz'altro il regalo di Natale più importante che tu abbia mai ricevuto

…mmm… forse esagero!!! :P

Ti abbraccio e ti rinnovo gli auguri.

Con Amore
Anto

PS: credo che quest'esercizio, in questa forma, non lo troverai in nessun libro… nemmeno ne "Il Potere di Adesso" di Eckhart Tolle :P

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18 Commenti - Come Controllare la Mente – Un Metodo Infallibile!

  1. Linda says:

    Mi è venuto questo piccolo dubbio leggendo questo articolo:
    quando gli esseri umani pregano, è la loro essenza, il loro sé distaccato, che prega oppure è la mente essendo un possibile flusso di pensieri la preghiera? 
    Cosa ne pensi? 

    • Anto says:

      Ciao Linda,
      credo che la mente sia (anzi, debba rappresentare… ma non sempre è così) uno STRUMENTO. Ritengo che la Consapevolezza sfrutti la mente-strumento consentendoci di agire, quindi anche di pregare. L’Intento è la scintilla che innesca la mente. Poi, per quanto riguarda i pensieri e il modo di pregare, ciascuno avrà i propri (in base ai “programmi” acquisiti nel corso della vita). :)
      Ciao.

    • niutti says:

      secondo il mio umile parere la preghiera proviene dal cuore e esprime i desideri che un potere superiore li esaudisca, qualunque sia la preghiera.

      e forse questo potere superiore non è Dio ma il desiderio che diventi l'intenzione della Volontà della propria Mente Eterica, che non ha nulla a che vedere con il nostro Cervello Pensante.

      in realtà noi non siamo nè Corpo, né Cuore, né Cervello, né Mente ma surrogato superiore di tutti questi.

       

  2. Linda says:

    Ma se partiamo dal presupposto che consapevolezza e mente siano due cose diverse, distinte, allora perché quando una persona si ammala mentalmente il proprio io svanisce?
    Per esempio quando una persona ha l'alzheimer e quindi non 'ragiona', si offusca la mente e non ha più consapevolezza, non riesce più ad a oggettivarsi e vedere i pensieri dall'esterno…
    In questo caso che spiegazione daresti? se non siamo la nostra mente, allora perché quando ci "ammaliamo di mente" il nostro io non c'è più? 

    • Anto says:

      Forse perché il proprio IO, inteso come ego/personalità, essendo creato dalle esperienze che si imprimono nella mente e danno origine al sistema di credenze che ciascuno si porta dietro, non può essere integro in presenza di disturbi mentali. Credo che una malattia mentale, in molti casi, rappresenti o scaturisca da una eccessiva frammentazione della personalità che non riesce più ad essere tenuta a bada dalla razionalità, dando origine a voci, visioni, depressione e quant’altro.

      Riguardo alla comunicazione, la maggior parte di essa avviene a livello inconscio/inconsapevole. Ne consegue che, sempre secondo me, se diamo amore a chi si trova in gravi condizioni di salute (vedi il tuo esempio), quell’amore giungerà a destinazione e in qualche modo sarà “percepito” dalla persona a cui l’abbiamo indirizzato.

  3. Renato says:

    Se volete diventare dei dissociati mentali, seguite il suggerimento di Anto, che la differenza tra Mente e Consapevolezza non l'ha proprio capita, come non ha capito il libro di Tolle.
    La Consapevolezza è VUOTO TOTALE, ASSENZA DI PRESENZA E PRESENZA DI ASSENZA…in poche parole, indescrivibile.
    Se c'è qualcosa che ancora OSSERVA i pensieri, allora è SEMPRE MENTE.
    Senza la mente non c'è neppure la sensazione di esistere.
    Il fatto è che alla parola "mente" si associano i pensieri (e non la totalità del campo percettivo), ma quello è l'intelletto, non la Mente.
    Come alla parola "io" si associa il "senso del me" che è il concetto mentale del Sè, che è completamente Impersonale e non-percepibile, come l'occhio non può percepire se stesso, e il coltello non può tagliare se stesso.
     

    • Anto says:

      Ciao Renato,

      grazie del commento e buon anno :)

      Vorrei precisare che l'atto dell'osservazione è a mio parere frutto di una pulsione egoica (perché nasce da una decisione, dalla volontà di osservare, benché passivamente), quindi alla fine è sempre la mente che osserva se stessa. E colgo l'occasione per chiarire, inoltre, che per "mente", in quest'articolo (come in tutti quelli pubblicati finora), mi riferisco al flusso dei pensieri e non alla totalità del campo percettivo a cui fai riferimento tu nel commento.

      Per una comunicazione ottimale e senza fraintendimenti, credo sia opportuno chiarire l'aspetto semantico dei termini utilizzati, anche perché in un contesto talmente relativo non è corretto ritenere assolute nemmeno le parole adoperate, secondo me :)

      La percezione avrebbe luogo nel campo di consapevolezza, di cui potremmo essere considerati come un'estensione, in un certo senso.

      Rispetto al resto, se vuoi, mi farebbe piacere discuterne con te in uno scambio aperto e produttivo, che magari coinvolga altri utenti che ne abbiano voglia.

      Ti andrebbe di spiegarmi cos'hai capito tu dal libro di Tolle? Come l'hai interpretato?

      La mia sensazione è che noi siamo Consapevolezza (Sé "Superiore") travestita da Ego (Sé "Inferiore"), e che è proprio il nostro Ego a non permetterci di vedere realmente chi siamo.

      Qual è il tuo punto di vista?

      Grazie.
      Anto

      PS: cambiando i termini utilizzati o i rispettivi significati semantici, non faccio fatica ad essere d'accordo con te.

      • Renato says:

        Anto, è esattamente quello che hai scritto nella risposta a me.
        Mi sono permesso, in precedenza, un commento molto diretto perché queste cose che hai ora ben espresso, nell'articolo non sono affatto espresse con questa chiarezza.
        Oltremodo, usando termini come "osservare", "CONTROLLARE" , "uscire (dalla mente)" etc etc hai lasciato ad intendere che ci sia un'Entità che possa fare queste cose, mentre, come hai ben detto, la Consapevolezza è Vuota, Unica, Indifferenziata, e non deve uscire, controllare, né fare alcunché per essere, e non deve fare nulla neppure per riconoscersi, o meglio, se ACCADE il riconoscimento è perché la vita ha disposto così.
        Ogni azione intrapresa in maniera "attiva" è sempre e solo un'azione del cosiddetto "ego", che altro non è che un concetto (non c'è nessun ego da nessuna parte, l'ego non esiste, è un'idea all'interno della consapevolezza…i corpi sono vuoti di Essere, per così dire), quindi ogni azione per "liberarsi" eal concetto di ego, se intrapresa volontariamente, non può che accrescere quell'idea che ci sia un qualcuno che sta facendo qualcosa.
        Mi chiedo come mai la chiarezza che hai esposto nella risposta al mio commento non si sia riflessa anche nell'articolo, che, a mio avviso, confonde molto le idde sulla questione.
        Buon Anno anche a te!

         

        • Anto says:

          Ciao Renato,

          ho dato una sistematina all'articolo. Ora dovrebbe essere ok!

          Ti ringrazio per i tuoi interventi e per avermi dato l'opportunità di fare chiarezza :)

          A presto!
          Anto

           

           

  4. daniela says:

    GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!! GRAZIE DAL PROFONDO DEL CUORE PER AVERCI/MI DEDICATO QUESTO POST! NON SAI QUANTO MI HA FATTO BENE LEGGERLO! NON LO IMMAGINI NEMMENO! TI VOGLIO BENE!!! GRAZIE PER QUESTO DONO!

    CHE DIO TI BENEDICA!
    Daniela

  5. Marco says:

    Buongiorno e volevo fare i complimenti alle sue risposte giuste ed efficaci! Innanzitutto volevo sapere e chiedere se è possibile controllare la mente e poi in merito a ciò che ha detto che senza dubbio è una cosa giusta del fattoche siamo noi che controlliamo ciò sopratutto non dobbiamo dare origine e fare ciò che ci dicono i nostri pensieri, volevo capire come fare ad allontanarsi quando la nostra mente pensa una cosa che noi non vorremmo minimamente fare!! non so se sono riuscito a spiegarmi ma voglio capire come fare a trovare la pace interiore di una volta?  ho commesso un grave errore due mesi fa e da una parte mi sento in colpa ma allo stesso tempo non riesco a perdonarmi e tutto questo mi tormenta..come fare per sentirmi meglio? grazie

    • Anto says:

      Ciao Marco,
      puoi darmi tranquillamente del tu :)

      Quando proviamo un senso di colpa, la cosa migliore è cercare di perdonarsi.
      Il problema è che siamo sempre molto severi e poco indulgenti con noi stessi.
      Pensiamo di averla fatta veramente grossa, ci sentiamo colpevoli del dolore arrecato agli altri… e non ci riusciamo.

      In questi casi è opportuno attendere che l’effetto del senso di colpa diminuisca, e spesso ci vuole tempo, un “tempo di elaborazione”.
      Per ridurre questo tempo, il segreto è evitare che la colpa diventi un tarlo, un disco che gira costantemente nella nostra testa.

      Gli strumenti per farlo sono tanti. Molti sono anche qui sul blog.

      Buona Vita
      Anto

      PS: La pace interiore la trovi attraverso l’Accettazione, l’Amore e il Perdono, che dovrebbero diventare sane “abitudini spirituali” :)

  6. Matt says:

    Tramite questo metodo, son riuscito a controllare la mente. Ma ora, cosa faccio? Secondo te serve controllare la mente quando la cosa più bella è non aspettarsi cosa ci fa pensare, fare e dire? 

    • Anto says:

      Ciao Matt,
      hai perfettamente ragione… se i pensieri che sgorgano dalla tua mente ti portano verso la serenità, la pace interiore, la gioia… e ti allontanano dall’ansia, dalle preoccupazioni, dal dolore in tutte le sue forme ecc…

      In caso contrario opterei per una forma di “controllo”, vale a dire un “filtraggio” dei pensieri. Controllare la mente non significa reprimerla, ma semplicemente scegliere in che direzione farla andare.

      Immagina di essere il capitano di una grande nave che sta finendo sugli scogli… Cosa fai?

  7. Alessandro says:

    Buongiorno

    sono al secondo giorno ma non sto riuscendo a distaccarmi.

    Se penso di essere sulla riva di un fiume comunque penso, e se penso non scorrono gli altri pensieri perchè la mia mente riesce a elaborare un solo pensiero per volta. Dopo un pò che aspetto mi distraggo, e quando ritorno al pensiero di me sulle riva del fiume mi accorgo che un momento prima stavo pensando ad altro, ma ero concentrato sul pensiero e non lo guardavo dall'esterno. Io sono una persona che riesce a fare una sola cosa alla volta, ad esempio non riesco a telefonare mentre sto facendo la spesa. 

    • Anto says:

      Ciao Alessandro :)
      Quando dici che riesci ad elaborare un solo pensiero per volta, cosa intendi esattamente?
      Riesci ad essere consapevole di altri pensieri? Oppure ne individui uno solo alla volta?
      Ti faccio questa domanda perché il fatto che la tua mente riesca ad elaborare un solo pensiero per volta potrebbe non rappresentare necessariamente uno svantaggio, quantomeno rispetto all’oggetto della discussione.

      A presto :)

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