Come Utilizzare l’EFT per Risolvere un Problema – Tecnica Base

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Oggi voglio parlarti dell'EFT, acronimo di Emotional Freedom Technique, una tecnica di auto-aiuto per la risoluzione di problemi, fobie, convinzioni limitanti e quant'altro, ideata da Gary Craig.

Senza addentrarmi in tecnicismi di sorta, ti basti sapere che la teoria su cui si fonda l'EFT è che il malessere è causato da blocchi o squilibri energetici a livello sottile.

L'EFT, praticamente, consiste nel picchiettare con le dita su alcuni dei punti classici dell'agopuntura concentrandosi, contemporaneamente, sul problema da risolvere.

Nonostante si tratti delle basi dell'EFT, in quest'articolo vedrai come praticare un "giro" di EFT completo.

Quest'ultimo si compone essenzialmente di 4 fasi (definite dal sottoscritto per comodità):

  1. Individuazione
  2. Analisi
  3. Preparazione
  4. Sequenza

Individuazione – E' la fase da cui si sviluppa il resto, l'individuazione del problema su cui lavorare.

Analisi – Determina una stima del problema su una scala di valori che va, generalmente, da 0 a 10.

Preparazione – Serve per prevenire l’inversione energetica, ossia la possibilità di autosabotaggio da parte della mente subconscia (in parole povere, si verifica quando consciamente vuoi guarire ma il tuo subconscio ti blocca), e si effettua attraverso la stimolazione del "Punto KARATE" (zona di taglio della mano, dal lato esterno del polso fino al mignolo – va picchiettata con 4 dita), oppure del "Punto DOLOROSO" (l'area maggiormente dolente tra clavicola e pettorale – va massaggiata con le dita). Generalmente si opta per il "Punto KARATE".

Sequenza – Si tratta della stimolazione di una sequenza di punti predefiniti, con l'utilizzo della mano e delle dita (colpetti ripetuti, non violenti).

Come praticare una seduta di EFT (base)

Individuazione

  • Individuare il problema su cui lavorare e dargli un nome/promemoria.

Analisi

  • Fare una stima dell’intensità del problema su una scala da 0 a 10.

Preparazione

  • Picchiettare con 4 dita la zona di taglio della mano (Punto KARATE, indifferentemente destro o sinistro);
  • Contemporaneamente – per 3 volte – ripetere ad alta voce o mentalmente, la frase “Anche se ho questo problema (descrivere il problema), mi amo e mi accetto completamente e profondamente!”;
  • Bere un bicchiere d’acqua (facoltativo).

Sequenza

Durante la stimolazione dei punti, occorre restare concentrati sul problema da risolvere, ripetendo a voce alta (o mentalmente) il nome/promemoria che è stato associato al problema stesso precedentemente. La durata della stimolazione di ciascun punto è data proprio dal tempo necessario a pronunciare il nome/promemoria del problema.

  • Centro testa (picchiettare con palmo o 4 dita)
  • Inizio arcata sopraccigliare, in prossimità della radice del naso (picchiettare con 2 dita)
  • Lato esterno dell’occhio, sull’osso (picchiettare con 2 dita)
  • Sotto l’occhio, sull’osso (picchiettare con 2 dita)
  • Tra il naso e il labbro superiore (picchiettare con 2 dita)
  • Tra il mento e il labbro inferiore (picchiettare con 2 dita)
  • Parte finale interna della clavicola (picchiettare con 4-5 dita)
  • Sotto l’ascella, parallelo al capezzolo (picchiettare con 4 dita)
  • Sotto il pettorale, in linea con il capezzolo (picchiettare con 2 dita)
  • Radice dell’unghia del pollice, lateralmente, parte interna (picchiettare con 2 dita)
  • Radice dell’unghia del indice, lateralmente, parte interna (picchiettare con 2 dita)
  • Radice dell’unghia del medio, lateralmente, parte interna (picchiettare con 2 dita)
  • Radice dell’unghia del anulare, lateralmente, parte esterna (picchiettare con 2 dita)
  • Radice dell’unghia del mignolo, lateralmente, parte interna e esterna (picchiettare con 2 dita)

A questo punto bisogna fare una stima dell’intensità del problema. Se è risolto (intensità pari a zero), la seduta è terminata. In caso contrario si può fare un altro giro completo riferendosi, nelle frasi, al problema come alla “parte restante” o “parte residua” di esso.

Bisogna ripetere il giro completo fino a quando la scala relativa all’intensità del problema sia scesa a zero.

NB: dopo ogni giro è importante sviscerare il problema per capire cosa esattamente causi ancora malessere e lavorare allo stesso modo su quello. Se ad esempio voglio cancellare l'effetto negativo di un ricordo e mi rendo conto che, dopo uno o due giri di EFT, c'è ancora qualche elemento del ricordo stesso a farmi male (una voce, un'immagine ecc..), dedicherò a ciascuno di essi un nuovo giro di EFT.

Spero di essere stato abbastanza chiaro 🙂

In caso contrario, tra i link che ti segnalo, c'è anche quello relativo al video che ha ispirato quest'articolo, ad opera di Andrea Fredi, presidente dell'Associazione Culturale EFT-ITALIA.

Links utili:

A presto e buon ferragosto 🙂

4 Commenti - Come Utilizzare l’EFT per Risolvere un Problema – Tecnica Base

  1. Luca says:

    Ciao Anto. Non sapevo nulla di questa tecnica. Sembra interessante, ti ringrazio. Luca

  2. Anto says:

    Ciao Luca,
    neanch’io ne sapevo molto prima di un mesetto fa.

    In effetti è molto interessante.. e sembra sia anche efficace 🙂

    Sicuramente da provare.

    A presto
    Anto

  3. morgana says:

    ciao anto grazie per EFT, lo conosco da circa 4-5 anni, sono andata ad un incontro informativo con Andrea Fredi, al momento non mi ha dato nessun senso, l’ho lasciato perdere, poi con il tempo l’ho recuperato e mi fa piacere che anche tu lo tratti nei tuoi link, prtroppo non sono sempre ottimista, EFT un pò funziona e un pò no, alle volte mi tocca ricorrere al farmaco altrimenti….non funziona, ma continuo, male non fà!!!!
    grazie di tutto baci morgana

  4. Anto says:

    Ciao Morgana,

    ho provato anch’io l’EFT ed ho capito che, come la maggior parte delle discipline di auto-aiuto, è necessario un piccolo periodo di condizionamento.

    Secondo me l’EFT può certamente aiutare, anche se gli effetti sono assolutamente soggettivi. Quando si cerca di lavorare sull’Inconscio, le variabili in gioco sono talmente tante che è difficile avere certezze. 🙂

    Alla prossima.
    Anto

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