Come Spezzare le Catene dell’Ego e Vivere Felici!

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Spezzare le Catene dell'Ego"Ma come si permette?" … "Pensa te!" … "Chi si crede di essere?" … "Ora gli do una bella lezione!" … Quante volte ti è capitato di fare pensieri o dire parole di questo tipo? Una? Due? Molte di più? Non sei il solo :)

Ma è tutto normale. E' nella nostra natura di esseri umani crearci un'identità (o subirla), un costrutto mentale da difendere fino alla morte e con tutte le nostre forze, quella "entità" insita in noi che ci fa riferire a noi stessi con il termine "io"!

Io sono, io faccio, io penso, io mangio, io, io, io, io… Ma chi sono IO???

Bella domanda… Proviamo a scoprirlo insieme :)

Un bel giorno nasci. Lasci quell'oasi di pace e serenità nella quale sei stato per nove lunghi mesi e vivi una delle più traumatiche esperienze della tua vita da essere umano.

Fin qui tutto normale… Non fosse per l'ambiente circostante e per quegli strani esseri che ti circondano emettendo suoni incomprensibili e sballottandoti a destra e a manca!

Benvenuto sulla terra! :)

I giorni passano… e tu non fai altro che osservare, osservare, osservare… Ogni cosa che vedi è una meravigliosa scoperta. Ha qualcosa di magico che ti incanta… E quando uno di quegli esseri che ti hanno accolto alla nascita si accorge del tuo stupore, comincia ad etichettare ogni elemento oggetto della tua contemplazione.

Ora, quelli che prima erano solo strani suoni, hanno un "significato"… E tu hai imparato le prime etichette, le prime parole… E ad ogni etichetta, seguendo le orme di chi ha preceduto, associ qualcosa o qualcuno. Mamma, papà…

E ti accorgi che mamma, papà, la tata, o chiunque altro si prenda cura di te, cominciano a rafforzare quell'idea di attaccamento verso ciò che è "tuo", già parte di te in forma primordiale.

La TUA mamma, il TUO papà, il TUO ciuccio… e così via.

Sei ancora un bimbo ma ne hai già sentite tante! "Come sei carino!", "Che bel bimbo!", "Come sei buono!", "Che bravo!", "Ma quant'è intelligente!"… E tutto ciò che ascolti contribuisce in modo incisivo alla formazione della tua identità individuale, del tuo senso del sè, il quale si proietta verso quello che potremmo definire, appunto, Ego.

Ti fanno credere di essere perfetto, impeccabile, e cresci con l'idea e la necessità di essere accettato e apprezzato dagli altri. Guai se li deludi! Quando capita, beh, stai male, la tua autostima scende a livelli bassissimi… Ma non vedi l'ora di rifarti!

Poi vivi una serie di altre esperienze, tra cui quelle "formative", in cui ti dicono che sei un peccatore e che devi chiedere perdono… A volte ti senti confuso, a volte provi a dubitare… ma basta un "nessuno la pensa come me…" a far rientrare il tuo spirito critico (che per tua fortuna AVEVA messo la testa fuori dal sacco!). Pazienza.

Il tempo passa… e la tua mente, che prima era "tabula rasa", continua ad assorbire informazioni, rafforzando la tua identità primaria ed affiancandola ad altre "meno forti", che comunque fanno parte di quello che CREDI essere te.

Ti ritrovi, quindi, ad identificarti totalmente con il tuo corpo e la tua mente, dimenticando del tutto quella Purezza Spirituale che in realtà è la tua Vera Essenza, quella Consapevolezza che ti faceva osservare tutto ciò che ti circondava senza giudizio e con un'inspiegabile gioia interiore!

Trascorrono gli anni e diventi adulto. La "formazione" è compiuta. Sei stato programmato a dovere… Il lavaggio mentale è avvenuto con successo… Ora tocca a te! In bocca al lupo!

A questo punto il tuo Ego è piuttosto definito e direttamente proporzionale all'Importanza Personale che ti auto-attribuisci. Quindi, più l'Ego è forte, più ti ritieni importante… e in tutte le situazioni potenzialmente minacciose per la sua "sopravvivenza", re-agirai di conseguenza.

Chiediti questo, però… Se re-agisci, CHI è che entra realmente in scena?

Forse hai indovinato, forse no.

Chi entra in scena è l'Ego.

La REAZIONE (istintiva e incontrollata) è opera dell'Ego.

E' l'Ego che difende se stesso perchè ha PAURA. Paura di MORIRE…

Non sei tu che lo difendi.

Tu ti ci IDENTIFICHI, credi di essere lui… "Mi ha insultato, mi devo difendere!" (altra frase nota!)

Mi segui?

Quando il tizio ti offende verbalmente e tu rispondi per le rime, in realtà state entrambi assistendo inconsapevolmente a una lotta: "Ego contro Ego!" (il tuo e il suo). Solo che il coinvolgimento emotivo (quindi l'azione della mente sul corpo) vi fa credere di essere VOI i protagonisti della battaglia!

Ci sei?

"Ok, Anto… ora inizio a capire. Stai cercando di dirmi che io non sono il mio corpo, nè il mio ego/mente, ma un semplice spettatore che, silente, osserva ciò che accade?"

Esatto!

"E perché non riesco ad accorgermi di lui?"

Perché sei totalmente identificato con il tuo Ego e non riesci a VEDERE la tua vera natura.

"Mmm… ok… diciamo che ti seguo… Cosa dovrei fare, quindi, per non identificarmi con l'Ego?"

NON reagire… Il che non significa che devi reprimerti.

"Non reagire" significa AGIRE CONSAPEVOLMENTE.

"Ok… e come faccio a non reagire, cioè ad agire consapevolmente, se il mio interlocutore comincia ad offendermi?"

Per Agire Consapevolmente devi OSSERVARE ciò che accade dentro di te appena dopo l'offesa. Devi cogliere quell'ATTIMO che precede la reazione e sentire cosa sta accadendo al tuo corpo mentre è pervaso da quel senso d'insofferenza che diventa quasi soddisfazione dopo aver ripagato l'interlocutore con la stessa moneta!

Ovviamente è impensabile che tu possa riuscirci sempre e comunque, se non hai fatto un percorso. E lo stesso vale per me o per chiunque altro. Siamo talmente abituati a reagire che neanche ce ne rendiamo conto.

Oggigiorno siamo quasi tutti dei veri e propri automi per gran parte della giornata. Non siamo presenti e consapevoli di ciò che ci accade, etichettiamo ogni cosa, esprimiamo continuamente giudizi, ci lamentiamo senza assumerci alcuna responsabilità per ciò che ci succede, sempre pronti ad incolpare gli altri (rinunciando, quindi, al nostro potere…), unici veri responsabili………..?????!!!!!!!!!!

Quell'illusorio Senso del Sé a cui diamo costantemente credito è forse il motivo principale della nostra infelicità

Ma è necessario, altrimenti molti di noi impazzirebbero perché ci sarebbe una tale frammentazione dell'Ego da farci perdere ogni riferimento su CHI SIAMO.

Cosa fare, dunque?

Vediamo :)

Come Spezzare Le Catene Dell'Ego E Vivere Felici!

Partendo dal presupposto che Ego e Importanza Personale non vanno demonizzati perché, come abbiamo appena detto, sono fondamentali per la nostra salute psichica, i consigli che vorrei darti – e che sto applicando quotidianamente su me stesso – sono i seguenti:

  1. Sforzati di essere Vigile e Consapevole nelle situazioni a rischio reazione. Non ti chiedo di essere SEMPRE Consapevole perché l'illuminazione alla quale mi riferisco io non è quella "classica", per così dire, ma tende alla Psico-Spiritualità, nel tentativo di armonizzare il più possibile la Mente e lo Spirito. Comincia dalle situazioni "semplici" (osservando e gestendo, ad esempio, quella reazione che ti provoca il conoscente quando ti ripete per l'ennesima volta la stessa cosa!!!).
  2. Quando avverti dentro di te l'insorgere di una sensazione negativa rispetto ad una situazione particolare che ti vede contrapposto ad un'altra persona (ma anche quando sei solo in camera e non sai perchè stai così), poniti domande di questo tipo: "Cosa sta accadendo nella mia mente adesso?", "Cosa genera l'emozione/sensazione che provo?", "Perché mi sento a disagio?", "Perché certe offese mi irritano tanto?", "Come mai scatto in questo modo?". Ti sarà utile per "smascherare" quelle catene dell'Ego responsabili del tuo stato d'animo!
  3. Renditi conto che NON SEI NESSUNO :D Ripetitelo più volte durante la giornata, o almeno appena ti svegli e prima di addormentarti. Dopo averlo fatto, osserva cosa accade dentro di te. Ti senti meglio o peggio? Ti fa ridere o ti ferisce? Più ti senti offeso, triste o rammaricato, più ti ritieni importante. Non sentirti così importante, non lo sei… non lo siamo :) Su questa terra siamo tutti di passaggio. Ricordalo sempre.
  4. Coltiva l'Equilibrio imparando a gestire il Desiderio Ossessivo… che è praticamente sempre dettato dall'insaziabilità del tuo Ego! Questo non significa non desiderare o non soddisfare i propri bisogni… Sappi, però, che se qualche volta rinunci, benché a malincuore, sottrai potere al tuo amico/nemico (Ego)! Potere che potrai investire in qualcosa che ti renda migliore.
  5. Esercitati ad essere meno attaccato a ciò che "possiedi" (ti illudi di possedere!). L'attaccamento è Ego. Meno attaccamento corrisponde a meno Ego. Attraverso il controllo del tuo livello di attaccamento a cose, persone e/o idee, controllerai l'Ego e ti sarà più semplice avvicinarti alla tua parte Spirituale, a ciò che SEI realmente.
  6. Per finire… Assumiti SEMPRE il 100% della Responsabilità per la tua vita (non mi stancherò MAI di dirlo), senza lamentarti per le "presunte" colpe altrui. Quando incolpi gli altri, il tuo Ego rafforza il vestito dell'impeccabilità (illusorio) che ti è stato cucito addosso sin da piccolo. Ricordi cosa ti dicevano da bambino? Ne abbiamo parlato prima :)

Questo è quanto, per oggi. Spero di essermi fatto perdonare per la lunga assenza ;)

Un'ultima cosa in merito al punto 3, a scanso di equivoci :) Rendersi conto che in realtà non si è nessuno, non significa auto-limitarsi nel raggiungimento di obiettivi altisonanti quanto, piuttosto, favorire lo sviluppo di un atteggiamento di fondo, un'attitudine finalizzata allo scopo, che non va per forza ostentata.

Siamo di passaggio…

…un abbraccio!

Anto

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11 Commenti - Come Spezzare le Catene dell’Ego e Vivere Felici!

  1. Claudio says:

    quanti stimoli!!!!
    Osservare. Sembra facile. io per allenarmici medito medito e medito. mi è difficile , infatti osservare senza entrare nel mondo delle etichette: mio, tuo, bello, brutto, mi piace, non mi piace..
     
    lasciare l'Ego. e acquisire responsabilità. Sembrano opposti ed invece uno si lega all'altro. Non ci avevo pensato prima di leggere quest'articolo. Non sono nessuno e allo stesso tempo posso assumermi delle responsabilità. In fondo se continuo a cercare conferme del mio ego all'esterno do potere al giudizio degli altri invece di lasciare andare quell'ego che tanto alimenta l'orgoglio e sentirmi libero di agire spendo di potere cambiare qualcosa non in quanto EGO ma in quanto parte di u insieme.
     
    Grazie dello stimolo

  2. Matteo says:

    Ciao Anto, wow interessante e difficilissimo allo stesso tempo, mi ricorda un pò quello che scrive allen carr a proposito dello smettere di fumare, ovvero osserva i momenti in cui hai desiderio di una sigaretta e cercando di essere onesti con se stessi comprendi se effettivamente è quello che vuoi o solo una risposta automatica della tua mente alla situazione che stai vivendo…
    Se l'analogia è corretta allora ho compreso il tuo insegnamento e già l'universo mi ha presentato la possibilità di superare questo "ostacolo" (fallito) ovvero sono al lavoro più precisamente al gabinetto a leggere questo articolo, mentre leggo l'articolo suona il campanello e dovrei andare io a rispondere, ovviamente non posso, come mi aspetto (e quindi materializzo) bussano alla porta del cesso e io subito urlo "AVRO' ALMENO DIRITTO DI CAGARE IN PACE! " a chi sta dall'altra parte della porta. Ora mi sento meglio ho trovato il modo di affermare la mia individualità (il mio EGO almeno per quello che ho capito) e stabilito i confini della mia proprietà personale.
    Ma se io non sono nessuno, condivido anche perchè alla domanda chi sono non sò rispondere ne deduco che non sono o quanto meno non sò chi sono quindi anche nessuno, la domanda è chi sei tu ? e tu mi rispondereai anche tu non sei nessuno, ma se tutti e due non siamo nessuno vuol dire che siamo la stessa cosa ? Evidentemente NO, io sono un individuo inquanto ho la capacità di riconoscermi, quindi individuarmi, all'interno di un gruppo, io sono l'insieme del corpo della mente e dello spirito che per consuetudine etichetto con Matteo Pandolfi, questo però non mi ha aiutato a capire chi sono….devo lavorarci.
    Cosa dici sono sulla strada giusta ? Ma poi perchè devo fare deciderea te se sono sulla strada giusta o no ? (EGO?mmmm) Ora mi sento meglio proseguo su questa strada, si si mi piace…. ;)

    • Anto says:

      Ciao Matteo!

      Ti ringrazio per il commento :)

      La mia idea è che la nostra vita la viviamo su due diversi livelli sovrapposti… Quello RELATIVO, appartenente all'Ego e alla Mente, e quello ASSOLUTO, governato dallo Spirito.

      Ne consegue che, in senso ASSOLUTO, tu, io, tutti… siamo la stessa "cosa".
      RELATIVAMENTE parlando, invece, tu sei Matteo, io Anto ecc…

      Ora, se la mia identificazione è orientata verso il RELATIVO, sarò quasi sempre INCONSAPEVOLE;
      Nel caso contrario, sarò CONSAPEVOLE nella maggior parte dei casi;

      In termini pratici, però, cosa comporta tutto questo?

      Semplice:

      Sono al gabinetto e mi reclamano dall'esterno? Bene:

      1. OSSERVO le reazioni AUTOMATICHE della mia MENTE/EGO e le eventuali EMOZIONI che essa produce;
      2. Metto SPAZIO tra me (ASSOLUTO) e loro (RELATIVO)
      3. Lascio sgorgare la risposta direttamente dalla Coscienza (ASSOLUTO), senza FILTRARLA attraverso MENTE/EGO/EMOZIONI.

      Impensabile?

      No… :)

  3. Alessandro says:

    Ciao Anto, volevo complimentarmi per lo spirito con cui vivi e che poi divulghi a tutti noi. E' quello giusto, quello vero, che una volta pure io avevo raggiunto, a mio parere, con un buon livello, e che ora ho un po smarrito e devo recuperare.Indovina un po, sono un programmatore, e so bene che la mente è "programmabile", dove però il problema è che tu, te stesso, non sei l'unico a programmarla…ci sono molti attori, esperienze di vita, persone…insomma, è un bel macello! comunque si può, anzi, si deve cercare di migliorare per far si che tutti i costrutti (compreso l'EGO di cui parli in questo articolo, oppure altri ragionamenti limitanti…) non blocchino la vera realtà dell'essere.
    Grazie mille per questi articoli, sono proprio belli e veri.
    Ciao by Ale ;)

  4. tommaso says:

    Ciao fratello il mio consiglio,che hai tecnicamente;ragione purtroppo ciò che dici sono vuote parole, ciò’che realmente ti serve e la fede poiché dall’altra parte ce solo dio” no un parco giochi,ciao

    • Anto says:

      Ciao e grazie per il commento, Tommaso :)

      Credo che nella realtà soggettiva/individuale ogni parola possa essere considerata come un’etichetta da “riempire” con il contenuto che sentiamo più “vicino” al nostro essere. L’ego (così come inteso nell’articolo) appartiene a questo mondo personale ed è forse ciò che ci allontana maggiormente dal nutrire una fede profonda e cristallina che ci avvicini a Dio al punto di poterlo sentire nel nostro cuore.

      A presto.
      Anto

  5. lillo says:

    è la prima volta che entro nel tuo sito: bravo! presumo tu abbia letto i libri di eckhart tolle… (sull'ego, mente , senso del se…) ciao e grazie ,ci ritornerò.

  6. tiziano says:

    io gia sono in guerra con il mio ego da un paio di mesi, ma dopo che ho letto questo post ho guardato una persona in un video e mi son reso conto che gia l'avevo giudicata per il taglio di capelli etc.., se non addirittura paragonata a me, incredibile, questo comporta solo sofferenza causata dal pregiudizio e la mancanza che sentiamo di non so che cosa ma è questa societa che ti cresce cosi, l'ego è necessario ma siamo arrivati i livelli incredibili di condizionamento sin dalla nascita, almeno in occidente.

    Guardate tutto come se fosse nuovo, come i bambini ora non ce nessuno a dirvi comè dovrebbe essere, è semplicemtne quello che è.

     

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